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mercoledì, Febbraio 8, 2023

La Lobby nera era una bufala

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Un giornalista di Fanpage si era infiltrato per diverso tempo negli ambienti della destra milanese.

Frequentando  in particolare di Fratelli d’Italia, fingendosi un imprenditore interessato a finanziare un partito politico per ricevere in cambio vantaggi e favori per la sua impresa.

Hanno quindi sparso fango mediatico, contravvenendo agli obblighi deontologici connessi all’esercizio della professione giornalistica.

Alcuni mezzi di comunicazione di massa, ad esempio La7, con la trasmissione “Piazzapulita” hanno dato una enorme evidenza mediatica alla indagine del giornalista deI periodico Fanpage, senza verificarne fino in fondo le fonti.

Si trattava di frenare l’ascesa del partito della Meloni, che dati alla mano, saliva in maniera vertiginosa verso la vetta in quel periodo.

Il deputato e responsabile nazionale Enti Locali di FdI Carlo Fidanza durante la presentazione del patto federativo tra Fratelli d’Italia e il movimento “Basta Tasse” presso la sala stampa della Camera dei Deputati, 

Alla fine si è capito che la famigerata lobby nera della quale fantasticarono i giornalisti di Fanpage non esiste.

La Procura di Milano ha chiesto l’archiviazione per il deputato di FdI Fidanza.

Giustizia è fatta, ma resta il fango mediatico. 

Dalle indagini non sono cioè emersi elementi per sostenere le accuse di finanziamento illecito ai partiti e riciclaggio, alla base dell’apertura dell’inchiesta.

Archiviata la vicenda , rimane l’uso molto disinvolto degli strumenti del giornalismo d’inchiesta da parte di alcuni giornalisti.

Il codice deontologico in materia di privacy e diritto di cronaca, redatto nel 1998, prevede che l’utilizzo di telecamere nascoste si giustifichi solo a fronte dell’impossibilità di esercitare nella trasparenza la funzione informativa su fatti di interesse pubblico.

In altre parole, il giornalista è legittimato a prendersi con le cattive ciò che non potrebbe mai ottenere con le buone, cioè occultando la sua vera identità, a patto che, al termine di questo suo utilizzo di mezzi fraudolenti come le telecamere nascoste, scopra indizi inequivocabili di reato.

Chi pagherà adesso?

 

 

 

 

 

 

 

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