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venerdì, Febbraio 3, 2023

Il Governo contro evasione fiscale e concorrenza sleale.

Questa pratica dovrebbe essere più comune in particolare da parte di soggetti extra-Ue, che possono più facilmente diventare irrintracciabili. Il tutto prima che l’amministrazione finanziaria (Agenzia delle Entrate, Inps, Guardia di finanza) riescano a intervenire. Il tutto ha come conseguenza, l’evasione fiscale.

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E’ arrivata finalmente la stretta contro le partite Iva “apri e chiudi”, che permetterà di ridurre le frodi e l’evasione, combattendo la concorrenza sleale nei confronti di chi rispetta le regole.

Questa pratica è più comune in particolare da parte di soggetti extra-Ue, che possono più facilmente diventare irrintracciabili.

Il tutto prima che l’amministrazione finanziaria (Agenzia delle Entrate, Inps, Guardia di finanza) riescano a intervenire.

Il tutto ha come conseguenza, l’evasione fiscale.

Con le nuove misure previste dalla manovra 2023 viene introdotta la possibilità per l’Agenzia delle entrate di effettuare un piano di controlli mirato (analisi di rischio) per verificare l’effettivo esercizio dell’attività, rafforzando il presidio già esistente sull’attribuzione delle partite Iva.

Il contribuente potrà essere invitato a presentarsi di persona presso gli uffici competenti per esibire la documentazione che dimostri l’effettivo esercizio dell’attività e l’assenza dei profili di rischio individuati.

Se non vengono passati i controlli dell’Agenzia delle Entrate,

L’apertura della nuova partita Iva (dopo averne chiusa una in precedenza) potrà avvenire solo a seguito di una fideiussione bancaria o assicurativa di minimo tre anni e non inferiore ai 50.000 euro.

Se quest’ultimo si rifiutasse di comparire o se i controlli avessero esito negativo, l’Agenzia delle entrate emanerà un provvedimento di cessazione della partita Iva, che sarebbe, quindi, chiusa d’ufficio.

si concretizza, dunque, una stretta sul fenomeno delle partite IVA “apri e chiudi”, rendendo particolarmente onerosa la riapertura della posizione fiscale in caso di procedimento di cessazione d’Ufficio.

La misura intende contrastare i fenomeni di evasione e frode fiscale connessi all’apertura di posizioni fiscali spesso con l’intento di compiere operazioni illecite per poi attuare subito la chiusura, lasciando in essere la posizione debitoria verso lo Stato.

 

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