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mercoledì, Febbraio 8, 2023

Murgia, la sagra delle banalità e la mancanza di rispetto

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Per le vacanze di Natale, il periodo più sacro per i Cristiani, la Murgia distoglie per un attimo lo sguardo dal governo (tanto disprezzato) ” Meloni”, per lanciare delle banalissime affermazioni, sproloquiando a ” vanvera” sul significato del Natale , e del culto del bambino Gesù.

Per Murgia, “i cattolici amano un Dio Bambino perché rifiutano la complessità”, è il titolo dell’articolo.

Murgia afferma: “Se l’unica incarnazione che ci commuove è quella del neonato, è perché è più facile rendere la divinità bambina che l’umanità adulta davanti alle sue contraddizioni”.

Non nascondo l’irritazione provata in un primo momento, dopo aver ascoltato le teorie della paladina della sinistra radical chic.

L’attacco sbilenco, viene lanciato contro ” i cattolici”, non contro gli ortodossi , o i protestanti, che pure sono cristiani, e che al pari dei cattolici festeggiano il Natale  «l’unica tra le confessioni cristiane a infantilizzare il suo Dio».

Invece la devozione verso il Bambino e la Madre oltre che nel cattolicesimo è molto presente nell’ortodossia .

Il messaggio di Gesù Cristo, che ha attraversato il “mare dei secoli”, ci giunge oggi in tutta la sua pienezza, proprio perché è rivolto ai ” semplici” .

In sintesi possiamo trovare questo concetto nel versetto; di Matteo  ”Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno”.

La “verità” di Gesù è una verità esistenziale, si sperimenta, si capisce, si approfondisce, vivendo.

Ecco che una volta che si è appreso “razionalmente” che , la verità è l’Amore, è allora che questa verità ha bisogno di incarnarsi, è l’uomo a dare gambe e braccia a questo amore, arriva ” il bambino”.

Per i Cristiani durante lo scorrere ciclico dell’anno, viene adorata e vissuta l’intera esistenza terrena dell’Uomo Dio, la circoncisione, la presentazione al tempio,  la Pasqua e la resurrezione .

Il messaggio del Nostro Dio ,non è solamente un’insieme di leggi da imparare a memoria ed osservare scrupolosamente (senza bisogno di interiorizzarle), è qualcosa di più.

L’uomo che ha capito meglio di tutti questo ed è riuscito ad esprimerlo, primo fra tutti tra l’altro è stato il poverello D’Assisi, che nel 1223 ha inventato il presepe, con questo gesto intendeva onorare le parole del suo maestro ;

«In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli».

Poi concludeva: «Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli»”

Il messaggio quindi , non è di natura politica, ma parla delle origini di ogni civiltà, di ogni mito, di ogni rito, di ogni liturgia e simbologia: la purezza delle sue origini.

 

 

 

 

 

 

 

 

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