Giornata contro la violenza sulle donne

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Di Vincenzo Comi

Superiamo gli sterili e conformisti appelli e rafforziamo la preparazione delle figure professionali che devono valutare i comportamenti di violenza.
In occasione della giornata sulla violenza nei confronti delle donne il penalista Vincenzo Comi, già presidente della Camera Penale di Roma nell’esprimere condivisione per la necessità di tenere sempre accesi i riflettori sulla grave excalation dei reati di maltrattamenti e violenza sulle donne, richiama l’attenzione su quanto accade concretamente nelle vicende giudiziarie.

Sono tante le denunce che arrivano in Procura a Roma, ma spesso manca una idonea professionalità delle forze dell’ordine, degli psicologi e dell’autorità giudiziaria nella valutazione dei casi concreti.

E la dimostrazione sono le diversità di valutazioni per casi simili.

Per fatti simili alcune volte i procedimenti vengono archiviati mentre in altri gli imputati vengono rinviati a giudizio e magari applicate misure cautelari.

E questo dipende da chi raccoglie la denuncia, da chi istruisce il procedimento e da chi fornisce consulenze.

Il grande rischio è trascurare i reati sentinella e non tutelare situazioni che seppur in ombra espongono le donne al pericolo di evoluzioni irreparabili.

Ora è improcrastinabile fornire una preparazione professionale, culturale e di sensibilità sul tema alle forze dell’ordine, mentre dalla Procura di Roma ci dobbiamo aspettare linee guida comuni per le valutazioni e per le indagini.

Anche chi denuncia senza essere assistito e sostenuto merita di essere ascoltato e non pregiudicato.

Altrimenti le giornate di celebrazioni resteranno inutili.

 

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