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giovedì, Febbraio 2, 2023

Cuba processo farsa e pena di morte !!! per i dissidenti

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Pena di morte a Cuba c’è ancora, ma non se ne parla.

Gli avvocati dei manifestanti dell’11 settembre osano interrogare prove e testimoni durante il processo a Cuba.

La Procura aveva allontanato dai reati tutti gli imputati ma, invece, li aveva accusati di “sedizione”, per la quale, secondo il codice penale, potevano essere condannati al massimo della pena (la morte).

Almeno due avvocati dei 15 manifestanti dell’11 luglio (11 luglio) 2021 a Cuba che sono stati processati il ​​23 e 24 novembre all’Avana, hanno messo in discussione il processo giudiziario e contestato le prove e i testimoni presentati dalla Procura, secondo un testimone ha informato l’agenzia di stampa EFE.

L’11 giugno sull’isola si sono verificate le più grandi proteste antigovernative, migliaia di persone sono state arrestate; Prisoners Defenders (PD) registra attualmente 1.027 prigionieri politici, la maggior parte dopo l’11-J.

A più di un anno dall’evento, il procedimento giudiziario continua. I 15 imputati in questa occasione hanno un’età compresa tra i 17 ei 51 anni, e sono accusati dei presunti reati di “aggressione”, “disordine pubblico”, “oltraggio” e “istigazione a delinquere”.
Le richieste fiscali oscillano tra i 7 ei 13 anni di privazione della libertà.

A Cuba non è consentito l’esercizio indipendente dell’avvocatura, ma gli avvocati devono appartenere a Studi Legali Collettivi , che rispondono al Partito Comunista di Cuba (PCC).

Alcuni cercano di stabilire delle difese con i pochi mezzi che una legge consente loro -che risponde anche all’ideologia comunista- ma tenendo conto di non eccedere nelle domande. Per questo, ha detto la stessa fonte, seppur “sorpresa” dal suo gesto, temendo per l’incolumità degli avvocati.

Secondo la fonte, uno di loro ha detto: “È ora che il Paese cominci a curare le sue ferite, è ora che il Paese si sieda a parlare, è ora che il Paese crei spazi pubblici per tutte quelle persone che non la pensano allo stesso modo può manifestare in modo sicuro e legale senza essere accusato di un crimine.

Allo stesso modo, un altro avvocato ha citato una frase iconica dell’eroe nazionale di Cuba, José Martí, che si riferisce a una Cuba “con tutti e per il bene di tutti”.

aggravamento dei reati

La stessa fonte ha detto a EFE che la Procura ha ritirato i reati a tutti gli imputati ma, invece, li ha accusati di “sedizione”, per la quale, secondo il codice penale, potrebbero essere condannati alla pena massima (la morte) per presunti con l’intenzione di destabilizzare l’ordine dello Stato, cosa che “ha infastidito gli avvocati”.

“Come hanno sostenuto, ciò non è sostenuto nel caso dei 15 imputati perché hanno partecipato a una manifestazione che si è svolta lontano (nel municipio dell’Avana di 10 de Octubre) da una delle sedi dei poteri, come è accaduto a le proteste fuori dal Campidoglio”, ha spiegato la fonte.

 

 

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