MEDICINA ESTETICA E CHIRURGIA ESTETICA: LA DIFFERENZA

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Partiamo da una base comune: sono entrambe discipline mediche specialistiche, estremamente diverse tra loro, anche se, eventualmente, complementari, entrate nella pratica medica moderna, dove recentemente hanno assunto sempre maggiore successo.

Pertanto occorre fare una distinzione chiara, dato che anche la ‘legislazione’ non sempre coglie appieno la differenza tra le due.

La MEDICINA ESTETICA è una disciplina specialistica dolce, medica e non invasiva, che non stravolge la fisionomia di un individuo, ma è utile per correggere e migliorare piccoli difetti estetici, oppure per rallentare i normali processi di invecchiamento cutaneo, o come terapia elitaria  per alcune patologie (es: la lipodistrofia cutanea, meglio conosciuta col termine popolare di ‘cellulite’ che, essendo una malattia circolatoria, va trattata dal punto di vista medico; oppure l’acne volgare e le imperfezioni/cicatrici post-acneiche ecc, come vedremo più avanti).

Non richiede un post-operatorio, né anestesia generale (al massimo solo creme anestetiche locali), né terapia farmacologica post trattamento.

I trattamenti di medicina estetica devono essere effettuati solo da medici chirurghi, ‘possibilmente’ specialisti (esistono MASTER UNIVERSITARI DI II LIVELLO, post-laurea, organizzati dalle migliori Università italiane), che agiscano con ‘scienza e coscienza’.

In questi casi e dopo una accurata anamnesi e visita medica preparatoria, gli eventuali effetti collaterali sono banali e si risolvono spontaneamente nel giro di pochissimo tempo, non essendoci effetti collaterali o invalidità a carattere permanente.

Unica eccezione alla regola: è ammesso utilizzo di acido jaluronico (filler), anche a personale odontoiatra che, pur non essendo medico, può interagire nel contesto dell’estetica del sorriso.

Quindi unicamente nel III inferiore del viso, prevalentemente la bocca. 

La CHIRURGIA ESTETICA è invece una disciplina specialistica chirurgica e come tale, limitatamente invasiva (si tratta di veri e propri interventi chirurgici più o meno estesi), può stravolgere o meno la fisionomia di un individuo.

Serve a correggere e migliorare importanti difetti estetici (ad esempio: rinoplastica; mastoplastica o mastopessi; liposuzione, etc…),  richiede sempre un pre e un post-operatorio e la collaborazione di un medico specialista in ‘anestesia e rianimazione’.

Può richiedere una terapia farmacologia post-trattamento e, a volte, anche una degenza post operatoria. 

I trattamenti di chirurgia estetica devono essere effettuati solo da medici chirurghi, ‘possibilmente’ specialisti (esistono SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE post-laurea, organizzate dalle migliori Università italiane).

In questi casi, dopo accurata anamnesi e visita medica preparatoria, gli effetti collaterali possono essere anche più o meno importanti e possono creare lesioni o invalidità a carattere permanente (nella minoranza dei casi).

Comunque sia, per la ‘medicina estetica’ e per la ‘chirurgia estetica’, attualmente non è richiesto obbligatoriamente un titolo specialistico.

Basta l’abilitazione alla professione e l’iscrizione all’Ordine provinciale dei Medici Chirurghi e Odontoiatri. Questo nonostante le numerose richieste di istituire un albo a parte, proposte dai  professionisti del settore.

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