Le paura della sinistra

La campagna elettorale della coalizione di centrosinistra, sempre più aggressiva ed inconcludente, Letta e i suoi alleati sono divisi su tutto.

Cominciando dalle  armi all’Ucraina alla possibilità di governare insieme:

Letta si è sempre detto favorevole, ha più volte ribadito che è giusto proseguire «finché continua l’aggressione russa»

«Con Fratoianni e Bonelli noi abbiamo fatto un accordo per la difesa della Costituzione, un accordo elettorale», ha detto Letta, aggiungendo: «Non faremo un governo: lo abbiamo detto fin dall’inizio».

In sostanza la coalizione guidata da Letta, che comprende anche più Europa, è divisa su tutto, la prima su tutti è la presa di distanza dei rosso verdi, riguardo l’invio di armi .

Fratoianni si è sempre detto contrario all’invio di armi, anche in occasione di alcuni interventi in Parlamento.

Mentre il partito guidato da Emma Bonino, è favorevole all’invio di aiuti militari:.

Nel suo programma infatti afferma che «la resistenza ucraina deve essere finanziata e sostenuta anche con l’invio di armi».

Il sostegno al governo Draghi per gli alleati del centrosinistra rappresenta  altra divisione la posizione dei rosso verdi è di sfiducia nei confronti dell’attuale governo dimissionario guidato da Mario Draghi.

Problema di non poco conto visto che il partito di Letta è stato uno dei maggiori sostenitori di Draghi e lo stesso segretario del Pd, ha promesso che il suo partito proseguirà il lavoro iniziato dall’attuale governo.

Come se non bastasse la sinistra è divisa anche divisa in parte anche sull’energia, e soprattutto sui rigassificatori, gli impianti che riportano allo stato gassoso il gas naturale liquido, trasportato via mare.

Bonelli ha ribadito inoltre la sua contrarietà alla realizzazione a Roma di un termovalorizzatore, un impianto che brucia i rifiuti e produce energia, differenza questa non da poco.

Infine il programma del Pd è decisamente un “libro dei sogni” costoso, si parla di 110 miliardi di euro, indefinito  nei suoi obbiettivi, e di coperture nemmeno l’ombra.

Per evitare che si facciano troppe domande sul campo, ristretto della sinistra, ed emergano tutte le loro contradizioni…e divisioni, la sinistra và all’attacco con la spada sguainata di Giorgia Meloni, “gridando a squarciagola contro la politica romana”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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