I soldi che i lavoratori stranieri in Italia spediscono all’estero

Dalla Capitale e dintorni, nel 2021, è partito quasi un miliardo di euro.

La Capitale è in testa alla classifica delle rimesse dei migranti verso il paese di origine, un quinto delle quali vanno in direzione Bangladesh (oltre 4mila euro versati pro capite).

Con il termine “rimesse” si intende il reddito che il lavoratore residente all’estero risparmia e invia nel proprio paese, spesso come forma di sostegno alla famiglia di origine.

Le rimesse costituiscono una risorsa importantissima per i Paesi beneficiari: sono fondamentali per lo sviluppo delle economie locali e migliorano le condizioni materiali delle famiglie riceventi.

Il Bangladesh è il primo paese per rimesse nel 2021 dalla Capitale

I beneficiari dei versamenti, effettuati tramite canali legali come Western Union, banche e altri Money Transfer, sono principalmente in Bangladesh, destinatario di oltre 210 milioni di euro in un solo anno, nelle Filippine (163 milioni) e in Romania (96)

Secondo le stime della Banca mondiale, in alcuni paesi a basso tasso di sviluppo le rimesse arrivano a coprire un terzo di tutti i flussi finanziari in entrata.

i lavoratori stranieri residenti in Italia avrebbero inviato a casa circa 10 miliardi di euro nel 2020.

In paesi come Somalia e Libano, costituiscono più del 30% del prodotto interno lordo.

Per via delle normative vigenti in fatto di lotta al riciclaggio di denaro e al terrorismo, i lavoratori stranieri devono scegliere canali ufficiali come le banche, le poste o gli operatori money transfer quando inviano denaro.

L’esistenza di flussi invisibili può essere desunta dalla relazione empirica positiva e statisticamente significativa tra distanza del paese destinatario e rimessa media pro capite, dopo aver tenuto conto di molte altre variabili esplicative rilevanti.

Si stima che il canale informale rappresenti tra il 10 e il 30 per cento dei deflussi totali,

 

 

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