Chip, forte accelerazione degli Usa per la produzione nazionale

Come indicato nei giorni scorsi dal dipartimento del Commercio al New York Timesil bando per le richieste di finanziamento sarà aperto entro il febbraio del 2023 e i primi fondi dovrebbero essere erogati già dal mese successivo.

In questo bando saranno messi a disposizione 39 miliardi, di cui 28 miliardi per “stabilire una produzione nazionale d’avanguardia di chip logici e di memoria” e 10 miliardi per creare nuova capacità produttiva per i “chip maturi di attuale generazione”, tra cui quelli usati nelle automobili, nelle armi e nei dispositivi medici.

Gli Stati Uniti si stanno rimettendo in ordine con un mostruoso investimento strategico nella produzione di microchip avanzatissimi in patria.

Il governo ha distribuito soldi alle aziende del settore.

Per questo motivo ad agosto Joe Biden ha firmato un ordine esecutivo sull’attuazione del Chips and science act, che prevede sussidi per la produzione e la ricerca nel settore dei chip del valore di 52,7 miliardi di dollari.

Sono previsti anche crediti d’imposta del 25% per le fabbriche di semiconduttori che saranno costruite dal 1° gennaio 2023, stimati in 24 miliardi di dollari.

Si rafforza anche l’asse Usa con gli altri Paesi asiatici: nel Chip 4 Corea del Sud, Giappone e Taiwan.

Lo riferisce la stampa sudcoreana, secondo cui la decisione di Seul di aderire all’alleanza “Chip 4” è stata accelerata dalle recenti tensioni con la Cina.

Questa alleanza nasce dal timore di rappresaglie da parte di Pechino per il possibile schieramento di asset militari strategici statunitensi sul territorio sudcoreano.

Qui Biden con il CEO di Intel alla posa della prima pietra per la costruzione della nuova Fabbrica.

Costruire un sito di semiconduttori è come costruire una piccola città, che crea una vivace comunità di servizi e fornitori di supporto.

 

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