La storia come maestra in Cile

referendum respinto in cile

festeggiamenti per il no

L’entità della sconfitta di Boric e del suo popolo è dovuta al fatto che il progetto costituzionale era in realtà una “legge di disconnessione” con il suo passato storico

De Ficchy Giovanni

Il risultato è di quelli che non lasciano molte attenuanti, oltre il 60% ha bocciato la riforma costituzionale proposta da Boric, a differenza nostra in Cile il voto è obbligatorio, di conseguenza la affluenza è stata massiccia.

Gli elettori hanno quindi frenato in maniera decisa, il cambiamento che il neo eletto primo ministro voleva imprimere al paese sud americano, trasformandolo nella repubblica più progressista al mondo.

Per questo è possibile trarre insegnamenti da questo fallimento di riforma costituzionale;

la prima lezione è che ogni paese che cerca di costruire una società libera e giusta deve capire che il terrorismo non può produrre unità nazionale.

Infatti il progetto costituzionale è stato introdotto solo perché militanti, anarchici e criminali stavano bruciando, saccheggiando e vandalizzando il paese in una furia, iniziata nell’ottobre 2019, che il governo non riusciva a contenere.

Il principale errore dell’assemblea costituente è stato senza dubbio quello di voler fare troppo: dopo diciotto mesi di dibattiti, spesso confusi, è stato prodotto un testo estremamente complesso di 178 pagine e 388 articoli

Nella carta costituzionale erano stati inseriti nuovi diritti sociali, per tutti donne, popolazioni indigene, poiché la nuova costituzione prevedeva di restituire territori alle popolazioni indigene, i cileni hanno avuto paura di una spaccatura nella società.

La riforma Costituzionale respinta minava i diritti di proprietà, la libertà di parola e lo stato di diritto, oltre a espandere a dismisura il ruolo dello stato nell’economia.

Il Cile stava per fare la fine di Venezuela e Nicaragua, due paesi che hanno cambiato la loro Magna carta negli ultimi tre lustri con i risultati oggi sotto gli occhi di tutti.

L’ampio margine di sconfitta ha inferto un colpo duro al presidente Gabriel Boric, il leader cileno più di sinistra dai tempi di Allende e idolo dei progressisti italiani.

 

 

 

Rispondi