Sulle Sanzioni alla Russia

sulle sanzioni alla russia

De Ficchy Giovanni

sanzioni

E’ evidente che in un primo momento sembri che la Russia stia guadagnando dall’applicazione delle sanzioni, ciò è dovuto a questi fattori .

Prima di procedere con il ban al gas russo e con l’approvvigionamento da altri fornitori i principali Paesi importatori hanno, giustamente, riempito i “magazzini”

Da qui l’enorme surplus russo; destinato però a finire molto presto, i nostri Paesi potrebbero iniziare a fare a meno delle forniture russe.

la Russia non sa che farsene del surplus commerciale

poiché non può acquistare beni, e nessuno vuole vendere a loro.

Può al massimo rimpinguare le riserve che non sono più in valuta estera, ma in rubli, sostenendo si il valore della valuta solo per fare propaganda.

Quando cesseranno gli acquisti dei paesi europei, l’economia di Putin crollerà definitivamente, peggiorando una recessione che è già la peggiore dal 1990.

In Russia l’economia crollerà , secondo le stime World Bank dell’11,2% .

Il crollo dei consumi interni è oltre il 40%, l’inflazione in Russia ha superato il 20%; in alcuni settori come tecnologia e sanità è già superiore al 60%.

«Abbiamo bruciato quasi cento miliardi di dollari per tenere in piedi la nostra economia».

A dirlo, è stata Olga Skorobatova, vicegovernatrice della Banca centrale russa, l’istituto bancario infatti con la continua immissione sul mercato interno di denaro pubblico, sta calmierando i prezzi di beni primari comunque in costante crescita.

Il comparto Industriale

Nell’estate del 2022 l’industria nazionale è crollata.

L’ immissione di denaro pubblico, nulla può contro la chiusura delle fabbriche dovuta all’abbandono delle aziende occidentali e soprattutto agli embarghi sulla tecnologia che di fatto paralizzano ogni processo produttivo.

Su ventiquattro settori presi in esame, 18 hanno subito un calo che dal 6% del settore alimentare arriva allo sprofondo di quello automobilistico.

Non ha tecnologie,  competenze specifiche, e il tasso di sostituzione delle tecnologie occidentali , e la ricerca e formazione di personale specializzato procede molto a rilento,

Il governo ha dovuto stimare un crollo del 90% nel comparto automotive, che è un chiaro indicatore  sullo stato di salute di una economia.

Il 60% dell’economia russa dipende dall’export di materie prime.

L’85% di questo export è ora destinato all’Europa.

Quando l’Europa  avrà trovato altri fornitori e potrà farne a meno, la Russia dovrà cercare di vendere i suoi beni altrove.

Il Cliente Cina

La Cina ha meno bisogno di noi di materie prime e i gasdotti in costruzione non entreranno in funzione prima di 3 o 4 anni; ammesso che Putin riesca a completarli senza la tecnologia che acquistava da noi.

 

Ma il Cremlino , continua a diffondere una realtà parallela, che a volte attecchisce dalle nostre parti, certamente la crisi Russa non è un fenomeno veloce, ma sta stritolando l’economia del paese come un boa, lentamente ma in modo inesorabile.

La catena di trasmissione del potere putiniano si basa sugli apparati, ovvero esercito e come è facile intuire soprattutto sui servizi segreti, e sulle risorse energetiche che irrorano in modo esclusivo di risorse un sistema che non è stato toccato ancora dalla crisi.

I cittadini russi sono sempre più poveri.

Ma gas e petrolio ancora tengono in piedi il sistema.

 

 

 

 

 

 

 

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