Semiconduttori taiwanesi nel mirino di Pechino

De Ficchy Giovanni

Con il numero uno di Taiwan Semiconductor la presidente della Camera Usa ha discusso del Chips and Science Act

L’isola controlla il 65% del mercato mondiale di questa industria tecnologica, li assembla e li trasporta .

La Storia della contrapposizione

Attualmente, Taiwan, le Penghu, Kinmen, le Matsu e alcune altre isole minori formano la giurisdizione dello stato con il nome ufficiale di Repubblica di Cina, ampiamente conosciuto  come “Taiwan”

La continua disputa tra la Cina continentale e l’isola di Taiwan, nasce alcuni secoli fà, nel 1800 le potenze europee si rendono conto dell’importanza strategica dell’isola sita nel mar cinese meridionale, che consente di muoversi con estrema rapidità in quei mari.

Il Giappone la conquista alla fine del 1800 nella guerra Cino- Giapponese, e durante la Seconda Guerra mondiale è colonia del Giappone , dopo la sconfitta dell’impero del Sol Levante, si afferma al potere il generale Chiang Kay shek

Nel 1925, il generale dopo la morte di Sun Yat-sen, assunse la guida del Kuomintan, dando alla fazione politica un orientamento nazionalista, e una filosofia economica di tipo liberal capitalista,

con metodi duri ,una politica forte e repressiva, una dittatura durissima.

Nel 1947 vi furono anche dure repressioni, e cominciò la guerra civile con il partito comunista cinese, una guerra estremamente dura con massacri terribili.

I nazionalisti del Kuomintan fuggirono sulle isole, e fondarono “Taiwan”.

La Contrapposizione per i “semiconduttori” ai giorni nostri

Una crisi che ha avuto il primo importante impattato sui produttori di prodotti per l’elettronica per poi arrivare ai produttori di automobili, la cui produzione è legata per il 60% ai semiconduttori

Silicio, germanio e gallio sono alla base dei microchip che consentono il funzionamento di circuiti e display che caratterizzano le automobili moderne, gli smartphone, le tv così come i notebook.

Si tratta quindi di una fetta enorme dell’economia mondiale, dipende da questa tecnologia, i governi occidentali, e principalmente gli Stati Uniti , vedono i Colossi tecnologici importare da Taiwan questi componenti.

Cina e Usa guardano al futuro, cercando di rendersi più indipendenti. 

La attuale crisi diplomatica , non ferma comunque l’interscambio di tecnologie fra le due cine, infatti  il 40% delle merci esportate da Taiwan sono dirette nella vicina Repubblica popolare cinese.

La Cina proprio per questo motivo sta cercando di smarcarsi dalla dipendenza estera, investendo nella produzione di ‘qualità’ di semiconduttori. 

Chip

Tutta questa situazione si và a delineare nel quadro di un’altra crisi mondiale, quella tra Ucraina e Russia, e gli Stati Uniti si sono mossi con molta prudenza, la presidente della Camera Usa, Nancy Pelosi, ha infatti incontrato diversi leader dell’industria dei semiconduttori di Taiwan.

con il presidente di Taiwan Semiconductor, Mark Liu, ha discusso proprio del “Chips and Science Act”, un provvedimento legislativo statunitense da 280 miliardi di dollari, che include 52 miliardi di dollari a sostegno proprio dell’industria dei semiconduttori, e che diventerà legge dopo la firma del presidente Biden.

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