ENNESIMO SUICIDIO IN UN CARCERE DEL LAZIO

De Ficchy Giovanni

Vincenzo Comi Presidente Camere Penali di Roma

La Camera Penale di Roma denuncia l’ennesimo suicidio in carcere avvenuto ieri a Frosinone.

Un ragazzo italiano di 26 anni detenuto nel carcere di Frosinone ieri 4 agosto 2022 si è tolto la vita. Dall’inizio del 2022 sono 6 i suicidi nelle carceri del Lazio a cui si aggiungo altri 5 i morti per altre cause.
Domenica scorsa altro suicidio di una donna detenuta nel carcere femminile di Rebibbia.
È di oggi la notizia della visita di una delegazione del garante nazionale presso il carcere di Regina Coeli che ha accertato l’esistenza di un c.d. “cella liscia” in condizioni di assoluto e intollerabile degrado (con servizi igienici rotti, acqua stagnante nel lavabo della cella, finestre sigillate, materasso ricoperti da fogli di giornale e in condizioni igieniche disastrose, colonie di formiche e materiale organico alle pareti).

La Camera Penale approfondirà rapidamente presso la Direzione di Regina Coeli tale specifico episodio, per conoscere quali iniziative sono state intraprese per ripristinare condizioni di agibilità, se la situazione fosse stata denunciata al DAP e, ion caso contrario, perché.
È sempre di oggi è l’allarme lanciato dall’associazione Antigone sulle condizioni insopportabili raggiunte all’interno del carcere Sant’Anna di Modena, che, a causa di temperature straordinarie, mettono a rischio la salute dei detenuti.
Continuiamo a denunciare nel silenzio e nel disinteresse delle istituzioni e della politica.
La situazione nella quale versano le carceri italiane è da tempo insostenibile e, tuttavia, al di là dalle ingenue velleità dei precedenti governi destinate a infrangersi sulla cruda realtà che da tempo denunciamo, non trova cittadinanza nell’agenda dei partiti politici proiettati in una campagna elettorale a tratti surreale, ma sempre lontana dalla tutela degli ultimi, affidati alle cure e persino alla protezione dello Stato.
Tutto ciò non è più tollerabile: stiamo parlando di persone, di esseri umani affidati alla cura dello Stato e costrette a vivere in condizioni di degrado assoluto.
Servono iniziative forti per dire basta morti nel carcere e basta all’esecuzione di una pena disumana in spregio ai principi costituzionali.
Servono interventi immediati che, per il carattere dell’urgenza che rivestono, non possono subire altri rinvii.

È ora che si metta al centro del dibattito politico il tema dell’esecuzione della pena e delle condizioni degli istituti penitenziari perché solo quando saranno tutelati i diritti anche degli ultimi si potrà parlare di Stato di diritto.
La Camera Penale di Roma sollecita le autorità competenti a intervenire per accertare anche eventuali responsabilità negli ultimi drammatici episodi dei suicidi in carcere perché un essere umano non può morire nelle mani dello Stato che lo deve custodire.
Roma 6 agosto 2022

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