Il pifferaio Calenda

pifferaio calenda

Risorgimento Liberale

“Calenda. Beh, non è male questo Calenda. ‘Diamogli un occhio’, si dice in una parte elitaria ma esistente del centrodestra…”

Il pifferaio Calenda getta la maschera dichiarandosi pronto a discutere con la sinistra del programma e dell’alleanza elettorale.

Una grande ammucchiata dal PD a Di Maio, da Leu a +Europa passando per la CGIL di Landini.

Questa volta almeno lo fa prima delle elezioni e non dopo come avvenuto a Roma dove, da bravo specchietto per le allodole, illuse l’elettorato liberale per poi, 5 minuti dopo l’esito del primo turno, invitare i propri elettori a confluire sul candidato della sinistra.

Calenda è il cavallo di troia della sinistra, quella giustizialista, e statalista, quella delle tasse e dello stato di polizia fiscale, quella delle limitazioni delle libertà individuali, per cercare consensi nell’area liberale da portare a sinistra.

Calenda è tutto fuorché liberale; sarà riformista, socialista, socialdemocratico, ma non liberale. L’apertura ai liberali dell’europarlamentare eletto nel PD, esponente del PSE (ora S&D) aderente all’Internazionale Socialista sembra oggettivamente inadeguata e da respingere al mittente.

Calenda, resti pure con il PD ed i suoi alleati dell’estrema sinistra, ma lasci stare i liberali che sono stati già abbondantemente presi in giro, spesso per la loro totale ininfluenza politica, ma ancor più spesso per aver delegato l’affermazione delle proprie idee al socialista e statalista di turno.

Ma cosa potrebbero avere in comune dei veri liberali con Fratoianni , Speranza e Landini ??

Questa volta non fatevi intortare dal pifferaio Calenda !!!

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