L ‘INPS

I Numeri del disastro

Ossia la storia di una catastrofe annunciata,

Nel bilancio del 2021 dell’ente previdenziale risultano queste cifre 237 miliardi di entrate contributive e 385 miliardi di uscite.

La genesi

L’INPS nasce oltre centoventi anni fa, nel 1898 con la fondazione della Cassa Nazionale di previdenza per l’invalidità e per la vecchiaia degli operai, allo scopo di garantire i lavoratori dai rischi di invalidità, vecchiaia e morte.

Durante il ventennio fascista, il regime potenzia molto l’ente , trasformandolo quasi in una compagnia di assicurazione privata, infatti i contributi versati dai lavoratori, erano gestiti con il “sistema a capitalizzazione”, ossia il grande capitale accumulato, veniva investito e le riserve matematiche , sarebbero bastate a pagare le pensioni dei lavoratori.

l’Ente gestiva in quel periodo stabilimenti termali, industrie ed aveva, un grande patrimonio immobiliare.

L’Autunno Caldo

Nel 1968 il governo Rumor, che temeva le agitazioni delle piazze, diede la direzione generale ai sindacati confederali CGIL ,CISL E UIL a turnazione.

L’ente fù trasformato nel sistema di gestione da “capitalizzazione ” a “ripartizione”, con la conseguenza che i contributi versati non capitalizzavano più, ma servivano per pagare le pensioni.

Inoltre vennero assegnati altre prestazione come la cassa integrazione, le pensioni di invalidità, la mobilità e le pensioni sociali, tutte prestazioni giustissime ma dovrebbero essere sostenute con la fiscalità generale e non con i soldi dei lavoratori.

Venendo agli anni recenti , l’unificazione con Inpadai, che ha portato solo uscite, il reddito di cittadinanza, e l’erogazione di vari e creativi bonus, ha creato l’enorme voragine, che è sotto i nostri occhi.

Un governo serio deve immediatamente mandare a pascolare l’attuale management di incapaci, che hanno lasciato un problema enorme, sulle spalle delle generazioni future.

Giovanni De Ficchy

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