La crisi nascosta dell’economia cinese

I manifestanti tengono striscioni durante una protesta domenica per il congelamento dei depositi da parte delle banche rurali, fuori da un edificio della Banca popolare cinese a Zhengzhou, nella provincia di Henan

De Ficchy Giovanni

I manifestanti tengono striscioni durante una protesta domenica per il congelamento dei depositi da parte delle banche rurali, fuori da un edificio della Banca popolare cinese a Zhengzhou, nella provincia di Henan

Un migliaio di utenti ormai disperati per via del blocco dei loro conti correnti si erano raggruppati nella filiale di Zhenzhou della Banca Popolare Cinese.

L’incubo della fuga massiccia di denaro all’estero inizia a profilarsi in Cina davanti alle quotazioni in discesa dello yuan, all’inflazione e all’effetto dell’aumento dei tassi decisi dalla Fed.

Episodi diffusi sul territorio cinese con lunghe code per ritirare risorse dai depositi, ovviamente tenuti a bada dal sistema.

Da Shanghai all’Henan all’immensa area di Shenzhen, finita la quarantena più stretta, un mare di clienti si sono riversati in banca in cerca di liquidità.

La situazione va avanti ormai da mesi, i conti correnti vengono così congelati in molte regioni del paese.

I media cinesi hanno riferito che i depositi congelati potrebbero valere fino a 1,5 miliardi di dollari e le autorità stanno indagando sulle tre banche.

Rispondi