Letta è già in campagna elettorale

De Ficchy Giovanni

La ricerca del consenso che, soprattutto in Italia, ha spinto le forze politiche a farsi la concorrenza essenzialmente a colpi di spesa pubblica, scaricando sulle spalle delle future generazioni il peso di un debito mostruoso

Dopo aver proposto lo Ius scholae, in una versione altamente indigesta, al suo “socio di maggioranza” Salvini, mettendo a repentaglio la durata stessa del governo, unitamentealla legge per liberalizzare la coltivazione della Cannabis , il segretario del Pd , Enrico Letta ha proposto di far ottenere a tutti i lavoratori italiani una sorta di quattordicesima mensilità.

Si tratta di una manovra di chiaro stampo elettoralistico, che determinerebbe un ulteriore danno per le casse dello stato, un aggravio corrente per i conti pubblici.

Per Letta è chiaro il consenso elettorale è lo scopo della sua attività politica, e lo strumento per conseguirlo, è rappresentato dalla ” spesa pubblica”, così si dividono il potere politico e spartiscono quello finanziario, a danno della società spontanea, così lo statalismo si diffonde come si diffonde un cancro con le sue metastasi in tutti gli aspetti della Nostra vita.

Letta ha la propensione come del resto larga parte del ceto politico , a comprarsi il consenso attraverso misure di “redistribuzione” da far poi approvare dal Parlamento.

Ai stranieri diamo la “cittadinanza”, ai consumatori di hashish, la coltivazione libera, e a tutti la quattordicesima, un vero Bengodi, tutto a spese delle casse dello Stato.

E’ un “male antico” esisteva gia al tempo degli antichi romani, i potenti del tempo infatti avevano i loro ” clientes”, da cui il sistema clientelare, che pervade da secoli il Nostro paese

La democrazia cessa così di essere quella di un paese democratico e liberale e diventa invece una “democrazia acquisitiva“, il taglio del cuneo fiscale è una problematica complessa e non può essere liquidata su due piedi, bisogna trovare delle coperture adeguate, per effettuare queste riforme in campo tributario, a meno che non si pensi in realtà di usare le risorse del Pnrr, che dovrebbero essere usate per dei grandi progetti di utilità generale e per effettuare quelle riforme necessarie al Nostro paese.

Serve una rivoluzione del sistema politico in chiave liberale, con le sue regole di assoluta ristrettezza dei limiti della spesa pubblica, lasciando ai privati ampi spazi di manovra.

Il ricorso al deficit facile e alla spesa pubblica ha trasformato l’Italia in una “democrazia acquisitiva

come soleva definirla il compianto Antonio Martino, questi argomenti tornano di grande attualità ogni qualvolta si avvicinano, le urne , e i partiti della “spesa pubblica”, cominciano ad avanzare le proprie promesse.

Enrico Letta

Rispondi