La Destra Liberale in Italia esiste?

De Ficchy Giovanni

La Meloni sembra l’unica che si sia accorta della ideologia liberale

 I princìpi fondamentali del liberalismo:

l’uguaglianza dei cittadini, la tutela della libertà individuale e del diritto alla proprietà privata, la difesa dello stato di diritto, la laicità dello stato e la tolleranza religiosa, e la divisione dei poteri.

In ambito economico, i liberali di solito seguono la dottrina liberista, quella basata sulla libera iniziativa delle imprese, sul libero mercato, sull’abbattimento delle barriere doganali e sulla riduzione al minimo dell’intervento dello Stato.

L’Inghilterra è un chiaro esempio di stato liberale, i diritti dei cittadini sono ampiamente tutelati,

e un economia liberista. insieme agli Stati Uniti d’America , sono un esempio di stato liberale democratico.

Il liberalismo non è molto conosciuto, spesso è confuso con il pensiero radicale, che ne è solo una degenerazione estremista.

In Italia ?

Il nostro paese è essenzialmente un paese di tipo socialdemocratico, la dimostrazione è che lo stato intermedia direttamente, o con le sue sussidiarie, circa due terzi delle attività economiche.

Sullo scenario della politica italiana, oggi oltre al disgusto degli elettori, regna sovrana una gran confusione di idee, degli schieramenti si intestano l’etichetta liberale, pur non avendo nulla a che fare con la dottrina liberale.

Si tratta di “opportunismo politico”, il primo ad appropriarsene pur non essendo neanche lontanamente liberale o liberista , è stato il buon Silvio Berlusconi, essendosi reso conto che il paese desiderava un cambiamento, dopo “Mani pulite”, e che la maggioranza del corpo elettorale era propensa alla svolta liberale, si lanciò nella “Rivoluzione Liberale”.

Berlusconi

In realtà nella sua avventura politica, è stato un paternalista, statalista come pochi, di scarsa lungimiranza in pressoché tutte le competenze governative, e non c’è da stupirsi: il suo obbiettivo… non era certo il buon governo del Paese per una nobile vocazione altruistica!

Il danno più grande per il Nostro Paese è stato a mio avviso aprire, in maniera irrazionale al populismo, il quale essendo un movimento fortemente irrazionale, e non in grado di risolvere problemi semplici, figuriamoci i problemi complessi ( inflazione, difesa, politica estera..etc) come quelli che si sviluppano nelle società complesse attuali.

Non si parla che marginalmente di ideologie e visione della società in senso liberale ,nei luoghi di produzione e riproduzione della cultura (università, magistratura, editoria, burocrazia…) poichè sono oramai “gestite” dalla sinistra.

IL Gruppo Conservatori e Riformatori al Parlamento Europeo

L’ideologia del Gruppo Europeo di cui la Meloni è Presidente

Libera impresa, commercio libero ed equo e la concorrenza, regolamentazione minima, sgravi fiscali, con la minima presenza dello Stato, a cui è demandata la difesa della libertà individuale e la prosperità personale e nazionale.

La libertà della persona e una maggiore responsabilità democratica.

La sostenibilità, l’energia pulita e la sicurezza energetica.

L’importanza della famiglia come fondamento della società.

L’integrità sovrana dello Stato nazionale, l’opposizione al federalismo europeo e la sussidiarietà.

Il valore primario della relazione di sicurezza transatlantico in una rivitalizzata NATO e il sostegno alle giovani democrazie in tutta Europa.

Controllo dell’immigrazione e la fine ad abusi di procedure di asilo.

Servizi pubblici efficienti e moderni e la sensibilità ai bisogni delle comunità rurali e urbane.

La fine della burocrazia eccessiva e un impegno per una maggiore trasparenza e correttezza nelle istituzioni dell’UE e l’utilizzo dei fondi comunitari.

Il rispetto e un trattamento equo per tutti i paesi dell’UE, vecchi e nuovi, grandi e piccoli.

Cosa devono fare nel centrodestra

Deve essere capace di farci fuggire da questa involuzione della sinistra occidentale, che, pur tra mille contraddizioni, sta assumendo quasi le caratteristiche di quella rabbiosa intolleranza che fu propria del comunismo e senza nemmeno la sua, seppur rozza e totalitaria, fiducia nel progresso.  

i dirigenti del centro destra devono escogitare una proposta democratica e liberale che ricominci ad attrarre i molti riparati nella sinistra moderata, un centrodestra liberale in piena sintonia e collaborazione con le altre destre, non moderata e passiva ma “liberale, liberista e libertaria” in maniera intransigente, laica, riformista e riformatrice  una “visione” con un orizzonte di almeno dieci anni, che spieghi cosa deve fare il centrodestra, contenendone le smanie, cercando di mostrare “capacità di governo” e cultura di governo in “prospettiva” con proposte concrete, senza rincorrere i temi del momento, un centrodestra che sia autenticamente e chiaramente liberale.

Non possiamo morire populisti, o sopravvivere come “sovranisti”

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