Russia in default

La Banca Centrale Russa

La realtà è che la Russia attualmente non può più pagare tutti i debiti con i Paesi esteri: ecco cosa può succedere ora.

di De Ficchy Giovanni

Questa è una condizione che si verifica nel momento in cui un Paese non è in grado, con le sue risorse interne, di pagare tutti i debiti che ha contratto con i partner economici e commerciali che ha all’estero

Il default è scattato alla scadenza del periodo di grazia sui circa 100 milioni di dollari di obbligazioni non pagate, bloccate a causa delle sanzioni ad ampio raggio adottate ai danni del Cremlino in risposta all’invasione dell’Ucraina.

Altre insolvenze all’orizzonte, è la prima volta dopo oltre un secolo.

Lo riporta oggi Bloomberg

Il paese di Putin è ora economicamente, finanziariamente e politicamente già emarginato per gran parte dell’Occidente.

L’agenzia di rating Moody’s conferma che la Russia ha fatto un default sul debito estero, ed ora sarà molto difficile riuscire ad avere prestiti e aperture di credito da parte delle banche di tutto il mondo, il default comporta, infatti, per un Paese l’esclusione dai mercati finanziari conseguente alla perdita di fiducia per i mancati pagamenti .

la Russia ha sempre parlato di uno stato di insolvenza “artificiale”, legato appunto alle sanzioni.

Le Sanzioni e il G7

Per i paesi del G7 sono ora due le questioni sul tavolo : una qualche forma di tetto al prezzo del petrolio russo e un divieto di importare oro dalla Russia.

L’Oro Russo

la Russia è stato il secondo produttore al mondo di oro dietro alla Cina, con un totale di 330,9 tonnellate, pari a un export del valore 15,5 miliardi di dollari.

L’oro è quindi fra i prossimi obiettivi nella campagna sanzionatoria di Bruxelles e del G7.

L’idea americana di imporre un tetto al costo del greggio sta facendo progressi, anche se non mancano le difficoltà tecniche.

Si tratterebbe di imporre che i servizi di trasporto o di assicurazione siano disponibili solo se l’importatore di petrolio rispetta il tetto al prezzo.

Quindi per attuare queste misure, bisogna che importanti paesi acquirenti di petrolio russo siano d’accordo.

Sono stati invitati al Summit anche l’Indonesia, il Senegal, l’Argentina, il Sud Africa, considerati paesi emergenti, il G7 ha voluto rilanciare il finanziamento nei paesi emergenti della costruzione di nuove infrastrutture, mobilitando fino a 600 miliardi di dollari.

Questo progetto studiato per cercare di contrastare la Cina e la Russia, si chiama in inglese Partnership for Global Infrastructure e raccoglie le diverse iniziative del G7, a livello nazionale e comunitario.

In questo frangente è indispensabile dimostrare l’unità del mondo occidentale nei confronti della Russia e anche della Cina.

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