Rolling Stones a Milano

«Ciao Milano! Come va? Che bello tornare qui!!!»: poi L’omaggio a Charlie Watts “E’ il primo tour senza di lui”, ha detto commosso Mick Jagger.

 E poi Street Fighting Man: così i Rolling Stones si presentano a Milano. 

E’ stata una serata attesa come una vera e propria festa di liberazione dal Covid e dalla chiusura degli ultimi due anni e mezzo.

Erano in 57.000 i fans al Meazza per la sola data italiana del Sixty Tour che celebra i sessant’anni del gruppo , si entra subito nel vivo dello show, che prosegue poi con classici degli Anni ’60 e ’70, l’età d’oro di una band che oggi continua ad essere una macchina da guerra.

Sono leggende viventi, Mick Jagger, salta, corre, non si direbbe che giunga da un periodo di positività , in un look total black, poi cambia improvvisamente, ed indossa tutti colori stile arcobaleno, grida “it’s fantastic !!”

Questo è il rock che non morirà mai. 

La carrellata di successi che mette in fila Start Me Up, Paint It Black, Sympathy for the Devil, Jumpin’ Jack Flash e Gimme Shelter è un rituale che celebra il potere salvifico del rock’n’roll, fino all’irresistibile (I Can’t Get No) Satisfaction, che chiude l’apoteosi.

Sugli schermi compaiono i colori dell’Ucraina e poi le immagini della guerra, i bombardamenti e le macerie: è il modo che i Rolling Stones hanno scelto per urlare il loro stop alla guerra. 

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