Ama avvia i controlli e in 200 netturbini tornano a lavorare in strada

netturbini ama al lavoro

Le visite degli ispettori hanno fatto emergere certificati medici non più corrispondenti alle reali condizioni di salute dei dipendenti.

In Ama ci sono 1.612 inidonei parziali e 332 inidonei completi al lavoro

Tra carenza di sbocchi in discarica, chiusure e guasti degli impianti tmb in concomitanza, e una sovrapproduzione di rifiuti da imputare anche ai nuovi flussi turistici post pandemia, il sistema è andato nuovamente in sofferenza, l’organico aziendale addetto a raccolta e spazzatura ha subito mostrato i suoi enormi limiti quantitativi .

A seguito di un’indagine approfondita degli ispettori, è emerso che molti dei certificati presentati per varie patologie non erano più validi e non più corrispondenti alle reali condizioni di salute dei dipendenti.

La vicenda ha fatto il giro del web nel giro di poche ore, considerando che la municipalizzata dell’ambiente di Roma non è nuova alle notizie di cronaca.

I primi 200 operatori ecologici, guariti, verranno messi nelle portinerie delle rimesse aziendali e avranno un compito specifico: fare le ronde per la città e controllare i cassonetti, che spesso strabordano di rifiuti.

Tutto questo in attesa dell’inserimento dei 655 nuovi innesti previsti dall’accordo siglato dal sindaco Roberto Gualtieri con i sindacati.

Un esposto per truffa è stato presentato dal Codacons sulla vicenda dei 200 dipendenti giudicati «non idonei» a lavorare come netturbini che improvvisamente sono guariti dopo l’annuncio da parte della municipalizzata dei rifiuti di nuovi controlli.

De Ficchy Giovanni

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