Tempesta economica in arrivo

 In prospettiva il rischio di stagflazione è all’orizzonte. Praticamente, una quasi certezza. E questo nonostante il supporto garantito alla crescita Usa dal comparto delle difesa, come a dire che la guerra dovrà obbligatoriamente proseguire il più possibile,

De Ficchy Giovanni

Cercherò di spiegare nella maniera più semplice quello che sta avvenendo, per cercare di far avvicinare più gente possibile alla materia economica che è sempre stata vista come materia “da esperti”, mentre condiziona in realtà la nostra vita di tutti i giorni.

Il mondo occidentale e Gli Stati Uniti in particolare stanno per essere investiti da un uragano economico mai visto, causa l’inflazione, come già riferito nei giorni scorsi da Roma Sera Giornale , il grido d’allarme è stato lanciato da Jamie Dillon, amministratore Delegato della JP Morgan , una delle principali banche mondiali, invita tutti ad allacciare le cinture e prepararsi all’impatto.

Come mai siamo arrivati a questo punto ?

La principale divisa, è il Dollaro Nord americano, e l’Euro la Nostra moneta ne è pesantemente influenzata.

Ora non esiste una spiegazione unica all’ondata di aumenti che si sta verificando, le cause potrebbero essere riassunte, in quattro categorie; l’aumento dei prezzi delle materie prime sui mercati internazionali, i prezzi di granoramealluminiolegname acciaio sono schizzati verso l’alto dalla fine dell’anno scorso.

Quando la domanda supera l’offerta, il prezzo tende a salire, anche per il consumatore finale.

L’accelerazione dell’economia, spinta dall’arrivo della ripresa post-crisi, che sta mettendo in crisi le catene globali del valore e il commercio internazionale, fà ritenere gli analisti e gli esperti economici che siamo di fronte a un nuovo “super-cycle” delle materie prime, come già avvenuto l’ultima volta con l’inizio del nuovo Millenio.

Il boom del mercato immobiliare degli Stati Uniti, ha generato una grande richiesta ad esempio di legname e di rame, con relative difficoltà di approvvigionamento, anche l’acciaio, per anni contraddistinto da una sovra-capacità di Stati Uniti e Unione Europea, ha raddoppiato il suo prezzo in un anno.

Domanda forte

il forte aumento del consumo globale quasi allo stesso tempo ha sopraffatto i produttori, che avevano affrontato una domanda debole durante la pandemia.

La produzione economica rimane alta grazie a questo stimolo, ma i prezzi salgono alle stelle.

Improvvisamente, gli ordini hanno iniziato ad affluire ad un ritmo sostenuto.

Le difficoltà di approvvigionamento sono aumentate e l’offerta è rincarata. 

l’economia mondiale in rapida ripresa aveva nuovamente bisogno di più energia e materie prime.

Il crollo dei prezzi delle materie prime legato alla pandemia è stato rapidamente corretto.

Forte e improvvisa domanda di energia

I prezzi prezzi del barile di petrolio grezzo erano scesi al disotto dei 30 dollari USA durante la prima ondata, la ripresa economica mondiale li ha spinti a circa ai 120 dollari attuali.

Forte domanda di tecnologia

da mesi le compagnie tecnologiche si accaparrano sul mercato i pochi microchip a disposizione. Si tratta di microprocessori grandi pochi nanometri, ma essenziali per far funzionare ogni oggetto tecnologico: dal tostapane allo smartphone, fino a un missile balistico

La politica ultra -espansionistica del governo Biden, che ha immesso nel circuito economico enormi quantità di denaro, al fine di stimolare l’economia ha in realtà generato una enorme massa monetaria circolante, che è appunto un altro fattore scatenante.

La base monetaria era di 3,44 bilioni di dollari USA, gli acquisti di titoli l’hanno portata a 6,41 bilioni alla fine del 2021.

In altre parole, la FED ha stimolato l’economia americana in ragione di 3000 miliardi di dollari dopo l’inizio della pandemia, quasi raddoppiando la base monetaria.

Poiché tutte queste quattro ragioni si verificano simultaneamente, alimentano la inflazione.

Stagnazione in arrivo

In prospettiva il rischio di stagflazione è all’orizzonte, il tracciatore del Pil in tempo reale della Fed di Atlanta (GDPNow) per il secondo trimestre a scendere dall’1,9% del 27 maggio al’1.3% .

E sempre dalla filiale della Georgia della Banca centrale Usa è arrivata la seconda doccia fredda, 

siamo vicinissimi alla stagflazione.

Praticamente, si tratta di una quasi certezza.

 E questo nonostante il supporto garantito alla crescita Usa dal comparto delle difesa, come a dire che la guerra dovrà obbligatoriamente proseguire il più possibile.

Allacciatevi la cintura di sicurezza è in arrivo la tempesta perfetta.

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