La banda della Rustica

A capo della banda Daniele Carlomosti, che nel 2017 tentò di uccidere il fratello per prendersi la piazza di spaccio

Daniele Carlomosti e la sua banda, in poco tempo si sono presi il quartiere romano

 Un sodalizio criminale operante nel quartiere   dedito al traffico di droga, detenzione di armi clandestine, sequestro di persona ed estorsione .

Gestivano le loro attività in maniera brutale, l’indagine è partita da un tentato omicidio e si è sviluppata nel corso degli anni, prende inizio dal ferimento del fratello Simone colpito a suo tempo da più colpi d’arma da fuoco alle gambe mentre si trovava all’interno di un complesso residenziale del quartiere e ulteriori atti intimidatori, quali gambizzazioni, incendi, esplosione colpi d’arma da fuoco contro appartamenti e veicoli.

Daniele gli sparava contro, dal balcone della sua abitazione, più colpi d’arma da fuoco con una pistola calibro 7,65 in un’altra occasione e non uccideva il fratello per un caso fortuito.

le investigazioni, condotte mediante intercettazioni e servizi di pedinamento, hanno consentito di documentare diversi aspetti criminali.

Sequestri di Persona e torture

Il sequestro di persona a scopo estorsivo e le torture subite da un soggetto moroso per un debito di 64.000 euro riconducibile ad una partita di stupefacenti non pagata.

Traffico internazionale di sostanze stupefacenti

Daniele Carlomosti comandava il sodalizio “con funzioni di raccordo tra i fornitori del narcotico e gli acquirenti. Dediti alla sua commercializzazione nell’hinterland romano. Coordinando le attività illecite dei sodali dal suo domicilio”.

Carminati aveva rapporti con la banda

Massimo Carminati, nelle intercettazioni dell’inchiesta ‘Mondo di Mezzo’, parlando del gruppo guidato da Carlomosti diceva “quelli so’ brutti forti compà”.

Ruolo delle donne

A occuparsi della logistica erano le donne della famiglia.

La zia e la moglie di Daniele Carlomosti custodivano le chiavi dei locali dove veniva stoccata la droga.

La vicenda conclusasi in questi giorni con l’arresto di 14 persone, sei di esse in carcere e 8 agli arresti domiciliari.

I reati contestati dall’associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, cessione e detenzione ai fini di spaccio, tentato omicidio, lesioni, tortura, sequestro di persona, estorsione e incendio, nonché detenzione illegale e commercio di armi da sparo..

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