La scommessa di “P”

Fermare il progetto diabolico di Vladimir Putin di muovere guerra ad uno Stato sovrano, per poi magari allargare il conflitto a tutta l’Europa col ricatto dei combustibili fossili (gas, petrolio) senza una nostra adeguata difesa del tipo “si vis pacem, para bellum”, si propone da parte di alcuni grilli parlanti di promuovere, incrementare una mera azione diplomatica, che convinca quel soggetto a venire a più miti consigli e cioè fermare le ostilità, meglio dire una carneficina di innocenti, uomini, donne (violentate e impiccate (?)), bambini (!).

Io sono sempre più convinto che fermare quel “signore” -si fa per dire- sarebbe come fermare con una mano una marea del più innocente mare. E

allora?

Un uomo d’armi propone l’uso di armi, una spogliarellista patriota offrirebbe volentieri il suo corpo, se questo fosse sufficiente, un uomo d’affari cercherebbe un accordo commerciale o userebbe il metodo infallibile della corruzione, sempre seguente il detto latino “pecunia non olet”. E’ un filosofo? Non può che parlare di principi, di valori, di metafisica, ma ciò sarebbe sufficiente? Penso proprio di no.

Anche perchè le sue chiacchere più o meno dotte e profonde andrebbero almeno ascoltate e magari meditate.

Ma io penso che talvolta che si arroga il diritto di decidere la vita e la morte di molte persone, siano esse anche quelle del suo steso popolo, non conosca la nostra straordinaria cultura occidentale che viene da molto lontano; e che il suo diploma di laura in legge probabilmente l’ha preso con i punti di qualche supermercato; e allora la filosofia?

Cos’è roba che appartiene a quei quattro illusi che magari, come Kant, hanno sperato con le loro opere la pace perpetua?

Io comunque, sig. Direttore, essendo lei un uomo libero e in grado di ascoltare tutte le assurdità che perverranno alle sue orecchie per il lavoro che fa, sono sicuro che si degnerà di questa mia breve dissertazione che io vorrò proporre per conoscenza, anche direttamente al “diabolico”: sicuramente ci saranno orecchie “sovietiche” in ascolto, per tastare il polso dei nemici, cioè noi tutti, anche se questo poi non è detto che lo impensierisca più di tanto. Ma veniamo alla mia proposta di pace (P) che mi permetto avanzare al sig. Putin (P).

E già siamo a due di P: Ne occorre una terza ed è quella di un grande filosofo del ‘600, Blaise Pascal (P).

Nella sua opera “I Pensieri” egli afferma contro quelli che si chiamano stolti, o insipienti, cioè coloro che sono privi di serietà e consistenza, intellettuale o morale, che noi dobbiamo scommettere sulla esistenza di Dio perchè ci conviene; ovvero sulla possibilità della pace, fuori metafora.

Perchè dice Pascal, anche se non possiamo sapere se Dio esiste, cioè se la pace sia possibile, possiamo però scommettere sulla sua esistenza (o possibilità nel nostro caso).

Se avremo ragione ci saremo guadagnati il Paradiso, in questo caso Putin si sarebbe guadagnato il riconoscimento di 140 Stati che lo condannano, dal momento che sicuramente non crede in un aldilà al di fuori delle apparenze in difesa della fede dell’interventista patriarca Kirill.

Quindi vincerebbe tutto, anche il risparmio di ulteriori sofferenze del popolo invaso e degli stessi suoi soldati che sicuramente in molti non saranno d’accordo in quello che viene loro comandato di fare.

Ma andiamo avanti.

E se invece la scommessa si vincerà perchè Dio non esiste?

E se cioè la Pace non potrà mai realizzarsi, fino all’annientamento dell’Ucraina?

Non si vincerà nulla, Putin avrà da gestire una nazione al collasso, distrutto per buona parte, dovrà sopportare un avvicinamento dell’Alleanza Atlantica ai suoi confini e un colossale rafforzamento degli armamenti nemici che lo temeranno in un futuro anche immediato.

Dovrà temere nuove alleanze occidentali difensive; dovrà sopportare l’ingresso di maestranze occidentali per la ricostruzione e la bonifica dei campi di battaglia, i rifornimenti di macchine agricole danneggiate o rubate (anche questo hanno fatto quei ladri di polli), dovrà vivere in un isolamento politico e culturale e appoggiarsi sempre di più al pianeta Cina che per sua natura nei suoi piani non prevede alleati dal momento che vuol governare il mondo da sola, ma vassalli. Per cui, per farla breve, a Putin, e a tutto il mondo dove serpeggiano conflitti importanti su scala regionale, conviene scommettere sull’esistenza di Dio, che poi è sinonimo di Pace e magari quella perpetua dell’illustre filosofo Immanuel Kant.

In questa mia sintesi, rimandando i lettori alla lettura dell’opera da cui ho estratto questi frammenti, anch’io ho preteso fermare una marea con una mano, ma chissà.

Come ha detto Pascal, non possiamo sapere se Dio esiste, la Pace, ovvero il noumeno (kantiano) è inconoscibile, però possiamo parlarne e sperare nella sua esistenza, almeno avendone fede: Credo quia absurdum, diceva Tertulliano, apologeta del secondo secolo.

Massimo Mannocci

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