Draghi a Washington:

La linea dura di Biden potrebbe rappresentare un punto di forza per Draghi, per caldeggiare con gli alleati europei la partita del tetto al prezzo del gas .

Draghi e Biden

Il primo incontro ufficiale sarà con il presidente Biden alla Casa Bianca, nel primo pomeriggio (orario locale).

Le eccellenti relazioni bilaterali tra i due paesi

In tempi normali sarebbe una visita di routine, ma vista la situazione creatasi nel Nostro paese, dove nel governo vi sono forze che hanno forti sbandamenti diciamo favorevoli alla Russia, uno la Lega ad esempio che ha relazioni , contratti di collaborazione ufficiali con ” Russia Unita” il partito di Putin e il Movimento 5 stelle, che oramai sbanda visibilmente verso posizioni filo russe, rendono la visita del Premier, una missione quasi impossibile.

Il Nemico in Casa

Conte tra inviti ad abbandonare l’invio di armi alla resistenza militare ucraina e Salvini con le sue aperture improbabili alla Russia belligerante, tutto il circo mediatico dei talk show, dove vengono invitati propagandisti russi , spingono il Nostro primo ministro a cercare a Washington delle garanzie, nei prossimi mesi , a causa dei vari embarghi e della Economia stagnante, condita da una super inflazione, farà ballare e molto la Nostra economia.

Draghi si presenta dal Presidente americano, con una posizione del governo italiano , coerente con l’appartenenza alla Nato, e con la condanna incondizionata alla Russia di Putin, e la piena adesione alle sanzioni contro la Russia.

Draghi è visto con molta reverenza essendo un ex banchiere a livello internazionale, e considerato una risorsa importante nella guerra finanziaria in atto contro il paese aggressore.

Un mese fa il Financial Times, intitolava; il premier italiano Draghi ha avuto un ruolo di primo piano nella definizione delle sanzioni più dolorose per il Cremlino, chiaramente contro la Banca centrale russa, il congelamento delle riserve valutarie .

C’è da comprendere anche come gli Stati Uniti possano garantire un cessate il fuoco e un successivo accordo di pace in Ucraina, compito di non facile realizzazione.

C’è da rafforzare il ruolo dell’Italia per la sicurezza dell’Europa e del Mediterraneo, dalle missioni Nato nei Baltici e in Est-Europa alla proiezione di intelligence e militare nell’East-Med, in Africa del Nord e nel Sahel.

Inoltre vi è una malcelata ambizione di Draghi di essere indicato quale possibile candidato alla sostituzione dell’attuale Segretario della Nato, in scadenza a Giugno.

Molti argomenti in ballo, quindi ; l’attenzione sarà rivolta ai preparativi dei Vertici G7 e Nato in programma a giugno; sulla cooperazione in materia di sicurezza energetica, digitale, alimentare e del cambiamento climatico.

La visita del Nostro primo ministro, sarà ben lontana da definirsi una “visita di cortesia” , ma sarà un incontro di preparazione molto importante, in vista di questi particolari incontri internazionali, e per preparare la fase finale della legislatura che come prevedo avrà ancora pochi mesi di vita.

Giovedì il rientro a Roma

De Ficchy Giovanni

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