Quando i fatti diventano opinioni

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Locandina di Orsini

Visioni strampalate degli avvenimenti bellici sono riversate in sedi istituzionali, dibattiti televisivi, articoli e social media a cercare di cambiare gli eventi bellici della seconda guerra mondiale, da parte di pseudo professori ed esperti , tutti “leoni da tastiera”, fino a giungere alla affermazione del prof. Alessandro Orsini.

«Hitler ha invaso la Polonia senza l’intenzione di far scattare» il conflitto, ma che l’evento scatenò un effetto domino che il leader nazista «non si aspettava»,

Si tratta chiaramente di una visione molto personale, della storia, hitler invase la Polonia dopo aver siglato un trattato chimato “Molotov -Ribbentrop“, con il quale, insieme alla Unione Sovietica allora governata da Stalin, si erano spartiti il nuovo stato nato dopo il congresso di Versaglie, oltre a sancire la neutralità e la non aggressione, tra le due potenze europee, si trattava di un accordo che è stato da tutti gli storici successivamente considerato come uno degli avvenimenti più sconcertanti del Novecento, che fù passivamente subito dalle grandi potenze.

Era il 23 Agosto del 1939, da lì a poco , scattò appunto l’invasione esattamente il primo Settembre, i 3 Settembre del 1939, Francia e Inghilterra dichiararono guerra, alla Germania nazista, poichè avevano siglato nei mesi precedenti trattati con la Polonia, ma ancora il conflitto aveva una dimensione europea, successivamente il dittatore tedesco invase altri 11 nazioni europee, ma il salto di qualità, il livello di guerra mondiale venne raggiunto , dopo l’aggressione dei giapponesi , che avevano un patto tripartito con Italia e Germania, nelle Hawaii

Attacco di Pearl Harbor, il 7 Dicembre 1941, conosciuto come operazione z, senza dichiarare guerra agli Stati Uniti, il Giappone attacco il porto statunitense arrecando enormi danni alla marina nord americana, e dichiarando guerra solo nelle ore successive al vile attacco, anche Italia e Germania dichiararono guerra agli Stati Uniti, a quel punto a mio modesto avviso, e anche dei più importanti storici, avvenne il salto a ” Guerra Mondiale”.

Perché si vuol far credere questa versione delle vicende storiche del periodo, cosa spinge i vari “professori” a sostenere queste tesi?;

Il tentativo di ricostruire l’impero zarista

Tale visione, dà l’idea di come nella mentalità del regime di Mosca l’Ucraina sia una vittima predestinata che può solo soccombere, come la Polonia del 1939.

Lo scorso anno in occasione dei festeggiamenti del 9 Maggio, in un saggio a firma dello stesso presidente russo Vladimir Putin sulla rivista di politica estera statunitense The National Interest:

Nell’autunno del 1939, l’Unione Sovietica, perseguendo i suoi obiettivi strategici militari e difensivi, iniziò il processo di incorporazione di Lettonia, Lituania ed Estonia. La loro adesione all’URSS è stata attuata su base contrattuale, con il consenso delle autorità elette. 

Inutile sottolineare la non veridicità di tali affermazioni, poiché le repubbliche baltiche continuarono la loro resistenza – prima armata, poi pacifica – durante i 45 anni di occupazione sovietica.

Non è un caso se oggi, nella Russia “Putiniana” in cui si celebra la Realpolitik di
Stalin, il Patto Molotov – Ribbentrop venga pienamente giustificato sul piano geopolitico, come mossa difensiva, anti-polacca e anti-baltica, mentre gli si nega il carattere di invasione preordinata e spartitoria.

Il movimento revisionista che vuole accreditare tale tesi ha spinto per reazione il Parlamento Europeo ad approvare dal titolo piuttosto anonimo Sull’importanza della memoria europea per il futuro dell’Europa.

La citazione incriminate parlano del Patto Molotov-Ribbentrop che “avrebbe spianato la strada alla Seconda Guerra Mondiale”  e come ritengo “in base ai quali due regimi totalitari, che avevano in comune l’obiettivo di conquistare il mondo, hanno diviso l’Europa in due zone d’influenza”.

Trattato Molotov-Ribbentrop

Analogie tra il 1939 ed oggi ve ne sono e sono facili da rilevare, analogie tra i protagonisti di allora e di oggi.

Vladimir Putin Vlad, settantenne, già Comandante del KGB, che sogna di tornare ai tempi dello zar Alessandro II (massima estensione dell’Impero russo), che pare non conoscere limiti e pietà, il provocatore supernazionalista, ebbro di potere e di dominio, appare sin troppo facile paragonarlo a Adolf Hitler.

Forse non è inutile ricordare un po’ di storia, sicuramente non per essere “guerrafondai” , ma per opporsi ai “Putinisti” , che da tempo cercano di accreditare queste versioni e narrazioni , speriamo  che un barlume di sensatezza sia rimasto in coloro che leggono e ascoltano.

De Ficchy Giovanni

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