Disinformazione e propaganda

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fake news
la Russia doveva agire per difendere il territorio ucraino in ogni sua parte da ogni allargamento della NATO, essendo considerato sotto la propria sfera di influenza.

di Martin Rossi

La disinformazione russa è attiva da decenni in Italia,  non è nuova a questo tipo di manipolazione,

ed è molto pesante.

Il rapporto dell’Oxford Institute sul tema, lo Studio Cepa, o il Rapporto Mueller e il White Paper “Potemkin Pages and Personas” , sono gli strumenti che ci consentono di comprendere il ruolo assunto dalle varie entità , associazioni, partiti centri studi, finanziate dalla Russia come anche dal servizio segreto militare russo GRU.

Nell’era del cyber-power, aumenta sicuramente la vulnerabilità di governi, dei gruppi sociali e degli stessi individui nei confronti della disinformazione.

Si diffonde e spazio in ogni ambito : agenti stranieri, gruppi di interesse di parte e attori orientati al profitto aderiscono a numerose comunità con messaggi sensazionali, contenuti “clickbait” e campagne di influenza altamente politicizzate e polarizzanti. 

Indebolire le capacità cognitive e decisionali della opinione diffondendo notizie che generano in esso confusione e incertezza nel recente passato sovietico durante il quale le operazioni di disinformazione erano gestite dal KGB, i cui obiettivi erano quelli di raccogliere e manipolare informazioni, organizzare operazioni di controspionaggio e silenziare il dissenso, il tutto finalizzato ad una espansione territoriale.

Oggi con il conflitto in corso ci si accorge che è in atto un tipo di disinformazione di stampo “sovietico” , le notizie sono spesso veicolate dai mezzi di comunicazione senza una attenta verifica

delle fonti .

Nel nostro paese l’operazione di infiltrazione è stata alimentata con fondi significativi, sia alcune testate televisive, singoli giornalisti , cercando di creare un consenso contrario al libero mercato, alla democrazia liberale.

I populismi come chiave

I movimenti di contestazione all’Euro ad esempio, di contestazione alla Nato, fino ad arrivare a partiti di massa veri e propri, slogan del tipo “fuori dalla ue”, in Italia negli ultimi venti anni il paese è stato “ingessato”, divenendo un vero proprio “laboratorio politico” .

Con il vantaggio “del senno del poi” è possibile ricostruire il quadro d’insieme, legare Italia e Germania alla Russia mediante i rapporti di dipendenza quali il gas e il petrolio,

La disinformazione di tipo “sovietico” è basata sulla manipolazione degli individui, dei governi e del pubblico e mira a creare nel bersaglio una percezione falsa o distorta della realtà allo scopo di indurlo a prendere determinate decisioni che favoriscano gli interessi del Cremlino.

La giornalista russa Marina Ovsyannikova, intervenuta in diretta con un poster contro la guerra al principale telegiornale del Paese e poi oscurata.

La propaganda di guerra è diversa dalla disinformazione, che ad esempio riguarda il numero di unità aeree distrutte, o i bersagli colpiti o le località conquistate , è “azione intesa a conquistare il favore o l’adesione di un pubblico sempre più vasto mediante ogni mezzo idoneo a influire sulla psicologia collettiva e sul comportamento delle masse”.

La Narrazione Russa

Per effettuare questa invasione su larga scala, cerca di accreditare la versione secondo la quale ;”la Russia doveva agire per difendere il territorio ucraino in ogni sua parte da ogni allargamento della NATO, essendo considerato sotto la propria sfera di influenza. ” oppure ;

Ucraina e Russia sono lo stesso popolo, cosa assolutamente non vera tra l’altro, pretesto è stata la denazificazione, negando tra l’altro la guerra chiamandola “Operazione Speciale”.

L’Ucraina sta sviluppando un’arma nucleare, oppure sta preparando sostanze radioattive, laboratori di creazione di virus, insomma sempre la stessa propaganda insegnata a Mosca.

Equiparando la propria azione a quelle degli Stati Uniti, bugie sistematiche, negazione dell’evidenza e ribaltamento della realtà.

Vi sono siti che riprendono articoli da media Russi, sposando tutte le tesi del Cremlino .

Martin Rossi

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