Amici di Putin

Con la guerra in Ucraina, Vladimir Putin diventa un amico scomodo per i nostri politici sovranisti, sia connazionali sia d’oltralpe, ad esempio il Rassemblement National, in Francia ha dichiarato che non ritirerà i volantini della campagna, con questa immagine di Marine Le Pen che incontra Vladimir Putin nel marzo 2017

Le Pen, che secondo i sondaggi dovrà affrontare Emmanuel Macron nel secondo turno di votazioni ad aprile, ha subito critiche dopo che è stato rilasciato un volantino elettorale con una sua fotografia con il leader russo.

Prestiti da Mosca

Nell’ottobre 2014, il partito di estrema destra, allora chiamato Front National, ha preso in prestito 9 milioni di euro da una banca russa per finanziare le sue campagne elettorali.

Successivamente ha ricevuto altri finanziamenti che le hanno permesso di partecipare alle elezioni del 2017.

Ma ora, dopo lo scoppio della guerra in Ucraina e le immagini dei bombardamenti, la vicinanza a Putin è diventata imbarazzante per Le Pen, che avrebbe quindi ordinato di mandare al macero tutti i volantini che non sono ancora stati distribuiti e che, secondo la stampa francese, sono la maggioranza.

In Italia secondo una Risoluzione dell’Europarlamento vi sono Condizionamenti

Il Parlamento di Strasburgo ha approvato (552 si, 81 no) questa risoluzione che mette sotto accusa le forze sovraniste e populiste che hanno collaborato o collaborano con Mosca e Pechino

E tra i soggetti additati come esempio negativo c’è anche la Lega di Matteo Salvini,

“Prove concrete – si legge nelle motivazioni della risoluzione – dimostrano che gli attori stranieri hanno interferito attivamente con le elezioni democratiche e i referendum dei paesi europei, attraverso operazioni di finanziamento occulto durante le campagne elettorali.

Tali operazioni dolose mettono a repentaglio l’integrità delle elezioni indette nell’Ue, poiché favoriscono una concorrenza sleale tra i partiti e i candidati, stanziando ulteriori risorse a taluni partiti – generalmente quelli antieuropeisti – non conteggiate nelle dichiarazioni ufficiali delle campagne elettorali”.

Si mette in evidenza che “partiti come l’austriaco Freiheitliche Partei Österreichs, il francese Rassemblement National e l’italiano Lega Nord hanno firmato accordi di cooperazione con il partito Russia Unita del presidente russo Vladimir Putin e ora devono affrontare le accuse dei media di essere disposti ad accettare finanziamenti politici dalla Russia; che, secondo quanto riferito, anche altri partiti europei, come il tedesco Alternative für Deutschland (AfD), gli ungheresi Fidesz e Jobbik e il Brexit Party nel Regno Unito, avrebbero stretti contatti con il Cremlino”.  

Il consenso su questo testo quindi è stato molto largo, anche Fratelli d’Italia, nonostante il riferimento all’alleato leghista, ha votato in modo favorevole.

il ritorno ai nazionalismi, l’indebolimento dell’Unione europea per come la conosciamo oggi. Una finalità che unisce idealmente Vladimir Putin a Matteo Salvini.


La Lega in Italia

Salvini cerca in questo momento di cancellare le prove dei suoi trascorsi putiniani.

La sua carriera politica però è talmente densa di riferimenti ossequiosi e referenziali al dittatore del Cremlino, condita di elogi e ingredienti russofili che non gli riesce, senza dimenticare che come riferisce il ” Fatto Quotidiano” è ancora vigente l’accordo di Collaborazione con IL PARTITO RUSSIA UNITA

Nella puntata di lunedì 4 aprile 2022 “Report” mostra gli accordi siglati dalla Lega con Russia Unita, il partito di Vladimir Putin.

L’accordo, firmato nel marzo del 2017, si è automaticamente rinnovato.

DE FICCHY GIOVANNI

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