Per carità non ci coinvolgete…

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Scene terribili di guerra

Gli italici “Pacifisti“, non vogliono rimanere coinvolti a loro non importa , il grido di dolore di un intero popolo che viene sterminato, la fuga di milioni di persone costrette a lasciare tutto a fuggire dal paese dove sono venuti al mondo.

Lo spettacolo a cui stiamo assistendo da quasi due mesi, il macellaio Putin , l’autocrata che ha aggredito uno stato sovrano, e che commette violazioni dei diritti umani e crimini di guerra a bizzeffe, arrivando al “genocidio”.

La Retorica Pacifista

Assistiamo a talk show televisivi, dove pseudo professori universitari, o improvvisati Analisti di non meglio precisati centri studi di geopolitica, ci dicono con assoluta certezza che l’Ucraina dovrebbe arrendersi all’invasore russo, e che comunque a noi come italiani , non conviene inviare le armi , non dobbiamo aumentare le spese militari.

E una situazione simile a chi camminando per strada, assiste al pestaggio da parte di un gruppo di tipacci, di un povero uomo mingherlino, il quale ci chiede disperatamente aiuto, e noi che abbiamo la possibilità di dargli un aiuto, quale ad esempio fornirgli un bel bastone per difendersi, dovremmo invece , abbandonare il malcapitato al suo triste destino, consigliandogli di non difendersi, e di farsi così magare finire più rapidamente….

Tale atteggiamento da “codardi”, se non suscitato da una paura intrinseca nei nostri compatrioti, si potrebbe pensare che sia indotta da ben altro, ma mi fermo qui …chi vuol capire capisca, mi limito a ricordare un paio di episodi , dove invece il coraggio ha giocato un ruolo determinante ….

Il Discorso di Charles De Gualle

Il Discorso di Charles De Gualle, come la storia può cambiare per le parole di un solo uomo.

Il 10 maggio di quell’anno le armate tedesche, in attuazione del piano tattico chiamato “blitzkrieg“, ovvero “Guerra lampo“, invadono Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo, aggirano la Linea Maginot ed entrano in Francia giungendo rapidamente a Parigi il 14 giugno.

La capitale cede senza combattere e de Gaulle, generale di brigata nominato qualche giorno prima sottosegretario di Stato alla Guerra e alla Difesa nazionale dal Governo di Paul Reynaud, lascia la Francia volando a Londra.

Sono le 20,15 del 18 Giugno 1940 , dalle frequenze di Radio Londra , il Generale lancia l’appello ai francesi di non arrendersi !! a non considerare finita la guerra ricorda che il conflitto non è limitato alla Francia ma è una guerra ben più vasta, esorta i francesi liberi a mettersi in contatto con lui , getta le basi di quella che diventerà in seguito “la resistenza” , che tanto ha contribuito a vincere la guerra contro il nazismo, il movimento Francia Libera , salvò il suo paese dal giogo nazista.

Da allora il Generale è entrato nel cuore dei francesi , ed è diventato un mito,

” La Francia ha perso una battaglia, ma non ha perso la guerra” questo era il motto del generale in quei giorni terribili, ed ora arrivo al secondo discorso, di un altro uomo che aveva riconosciuto a De Guale, lo straordinario coraggio, Winston Churchill, lo stesso giorno il 18 Giugno pronunciò il discorso che viene ricordato da tutti con il titolo ” la ora migliore”.

Winston Churchill “the finest hour”

La rivista The War Illustrated pubblicò il testo del discorso con questo titoloIf the Empire lasts a thousand years men will say, this was their finest hour (Se l’Impero dura mille anni gli uomini diranno, questa era la loro ora più bella) dove riconosceva a De Gaule il coraggio e preparava l’Inghilterra alla grande battaglia.

Erano uomini straordinari, capaci di giocare il tutto per tutto per difendere la libertà, sapendo di essere “dalla parte giusta della storia”

Un parallelo con i Nostri Giorni

A noi oggi tocca sentire ragli di asini , che blaterano di paci improbabili…se si arrendono gli altri… un atteggiamento da “figli dei fiori” , che non fermerà sicuramente i carri armati, e che non ha mai evitato una guerra

De Ficchy Giovanni

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