Impeachment in Usa quale futuro ?

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Biden

Interessantissima riflessione di Ignoto Uno che, dando una notizia che i media non riportano, deve fare riflettere anche su chi ha voluto la guerra in Europa. Che ne sarà del’Italia trascinata nel baratro?
Ettore Lembo

di Ignoto Uno

Le elezioni di Midterm in Stati Uniti si terranno l’8 novembre 2022.

Evidentemente un momento storico per la democrazia statunitense e per tutta l’Europa.

Stati Uniti con devastanti lacerazioni interne sia per quel, mai superato, rumore di sottofondo relativo ai brogli elettorali nelle ultime elezioni presidenziali statunitensi, sia per le sempre più forti, e sgradevoli, notizie che vedono coinvolto il figlio del presidente Biden.

Sui brogli, mentre i media li riducono ad una boutade all’italiana, gli statunitensi, in grande maggioranza, credono che non tutto sia stato fatto per arrivare alla verità.

Sui comportamenti molto “discutibili” del figlio del presidente,  Hunter Biden, invece, iniziano ad essere prodotti documenti che mettono in forte imbarazzo il padre e gli Stati Uniti tutti.

Il risultato è nitroglicerina sulla Casa Bianca, soprattutto perché il legame fra gli “affari di famiglia del presidente Biden” e la guerra in Ucraina molti iniziano a temerlo e a non gradirlo.

Legame che, se si dimostrasse, darebbe un’altra spiegazione sia alla guerra che alle scelte, non da tutti condivise, della presidenza Biden. Guerra che ha già prodotto tantissime vittime. Prime fra tutte quelle di bambini inermi che, per una volta, vengono notate dai media occidentali usualmente assai silenti su questo drammatico tema nel mondo.

Media che, a dire il vero, sembrerebbe che abbiano già compreso tutto su questa drammatica ed esecrabile guerra senza minimamente ricordarsi che le guerre non si originano mai dal nulla e non hanno mai una sola causa. In questo caso il “nuovo Hitler”, quel cattivone di Putin. Media che

tendono a dimenticarsi che la storia la scrivono, solo dopo la fine delle ostilità, i vincitori, mai i vinti, e la scrivono come a loro meglio conviene. Che nessuno si permetta di manipolare il mio pensiero commentando questo scritto come negazionista  delle atrocità compiute dal nazismo.

Chi sarà, però, il presidente che governerà questo passaggio della democrazia statunitense?

Un Biden giorno dopo giorno più delegittimato che ha portato gli Stati Uniti in una guerra non dichiarata contro la Russia in Ucraina? Non è più così scontato. Nei confronti del presidente Biden è stata formalmente aperta infatti una procedura di impeachment di cui i principali media italiani nulla dicono.

Importante comprendere il clima sociale negli Stati Uniti e le domande che il popolo americano si sta ponendo.

La Guerra Ucraina sta producendo danni economici, sempre più gravi, in tutto l’occidente.  Anche le famiglie americane vedono un continuo crescere del proprio costo della vita e, a dire il vero, non comprendono la correlazione fra lo scenario ucraino e l’incremento dei prezzi dell’energia in USA con le dirette ricadute sul costo della vita delle famiglie.

Guerra che molti statunitensi, ed europei, non capiscono. Guerra che, come ho già scritto, sempre più, molti si chiedono se sia collegata alle poco chiare e, dovessero essere confermate, certamente assolutamente non adamantine, attività del figlio del presidente Biden in Ucraina.

Prima del rischio di deflagrazione degli Stati Uniti, oggi così divisi e lacerati, ecco prendere corpo la richiesta di impeachment nei confronti di Biden per “declino cognitivo”. Come dire meglio toglierlo perché  “fuso” che perché “delinquente”.

Impeachment già presentato al Congresso di cui in Italia praticamente non si parla.

Quali gli scenari? Quali le procedure?

La messa in stato di impeachment è compito della Camera dei Rappresentanti mentre la decisione finale, nel caso, spetterà al Senato.

Sarà il “Comitato della Camera sul potere giudiziario”, con voto a maggioranza, che determinerà se vi siano i presupposti per l’impeachment. In caso positivo la Commissione produrrà una risoluzione che verrà discussa dai rappresentanti della Camera e votata a maggioranza semplice.

In caso di voto favorevole la Camera nominerà dei “membri” che dovranno presentare il caso al Senato ove avverrà il vero e proprio processo del presidente in ordine a quanto sarà stato dichiarato indagato.

È facilmente comprensibile che in questo clima sociale all’interno degli Stati Uniti questa procedura aumenterà le tensioni nella nazione. Si parte da motivazioni di salute e si potrebbe finire ovunque.

I beni informati danno per certo che un passo indietro, ovviamente per motivi di salute, del presidente Biden sia gradito da molti. Sono già iniziate le trattative per quella che sembrerebbe qualcosa di simile ad una resa di Biden?

Sarà un caso che i media occidentali stanno parlando da alcuni giorni a reti unificate del presunto tumore alla tiroide del grande nemico di Biden, del presidente russo Putin. Lo stesso Putin che nelle settimane scorse sarebbe dovuto uscire di scena a causa di un push dall’interno del suo paese contro di lui.

Pensate quanto potrebbe ridere quel “cattivone” di Putin se nel 2023 lui fosse ancora saldamente al suo posto, il suo popolo fosse al caldo, con un rublo stabile e i supermercati pieni, mentre negli Stati Uniti fosse stato sostituito, attraverso un devastante impeachment,  l’esportatore di democrazia globale presidente Biden per incapacità conclamata a governare la sua nazione per motivi di salute ed un popolo statunitense alle prese con un dollaro in difficoltà ed un potere di acquisto sensibilmente in diminuzione.

Vi è, infine, il momento elettorale che potrebbe vedere i repubblicani di quel “cattivone” di Trump prendere il controllo di entrambi i rami del Parlamento statunitense.

Che faranno i leaders europei così schierati con le scelte di Biden a quel punto?

Come reagiranno i cittadini europei già oggi carsicamente nervosi per le tante scelte politiche dei loro governi?

Speriamo che al termine di questa entropia si arrivi ad una nuova stabilità mondiale.

Auspicabilmente, almeno da me “cittadino semplice”, in modo radicalmente opposto a quel “nuovo ordine mondiale” che qualcuno tanto vorrebbe.

Una stabilità che torni ai valori antichi. Famiglia, tradizioni, lavoro, libertà questo noi “cittadini semplici” chiediamo a chi ci governa. Inclusivi e rispettosi di tutti, ma partendo da quei valori antichi che ci avevano dato ricchezza e benessere dopo la fine della seconda guerra mondiale.

Estote parati dicevano i latini, i prossimi mesi rischiano di cambiare il mondo per tempi lunghissimi.

Come? Dipende da tutti noi.

Ignoto Uno

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