Dugin è una guerra contro l’occidene

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 A livello di civiltà si tratta di una guerra ideologica tra l’Occidente e la Russia.

Alexander Dugin , ideologo di Putin, ci spiega che l’attuale guerra è in realtà una guerra contro tutto l’occidente, neo liberale,

Capire Dugin è dunque capire in un processo mentale che c’è dentro Putin, nella sua visione della Russia e del mondo, al di là di quel che poi la realtà gli consentirà di fare domani o dopodomani.

Il pensiero di Dugin è estremamente complesso,

Globalizzazione vuol dire l’imposizione della visione del mondo liberale e occidentale a livello planetario, con la pretesa che essa sia universale e universalmente valida. Proprio questo è il motivo che spinge Dugin ad opporsi all’occidentalismo americano: l’arroganza e l’arbitrarietà nel volersi porre come assoluto.

Il liberalismo (unito alla globalizzazione) ha distrutto i concetti di comunità, civiltà, rendendo l’umanità un assembramento di individui, ciò che Heidegger chiama lo “sradicamento” dell’individuo, il quale è costretto a vagare in un’eterna diaspora alla ricerca di un minimo di stabilità materiale.

L’atlantismo “talassocratico” americano è per Dugin un sistema per uccidere i popoli, non solo una politica egemonica a livello geopolitico ed economico, l’eurasiatismo invece è la risposta a questo processo a partire dal recupero delle specificità e differenze culturali da parte di ogni popolo, in modo tale da porre fine allo sradicamento causato dal mondialismo.

Su Zelensky: “Lui è un bubbone – prosegue Dugin – Putin non parla con lui perché non rappresenta nulla e nessuno.

L’Europa è diventata una base militare degli Stati Uniti.

Nella sua visione, l’Occidente rappresenta l’Ordine Unipolare Mondiale, che vuole distruggere tutte le opposizioni.

L’Occidente globalista di Soros e di Bernard-Henry Levy usa l’Ucraina come elemento della sua strategia e della sua battaglia contro le civiltà che si oppongono a questa egemonia liberale.

Sarebbe quindi una sorta di scontro di Civiltà, per il filosofo russo” la civiltà globale è una Babele ed è destinata a morire”.  

“Occidentalismo” e “Eurasiatismo” (così come “Oriente) sono concetti geopolitici, non geografici: il primo coincide con la modernizzazione, la fiducia nel progresso economico-tecnologico e un sistema di valori che privilegia i diritti individuali, mentre il secondo è un antioccidentalismo che ha conosciuto la modernità e la rifiuta in nome della Tradizione (in questo caso slavo-ortodossa).

 Dugin considera gli americani e il mondialismo il nemico da combattere, ma non è un nemico eterno e assoluto, poiché l’inimicizia deriva dalle circostanze.

Chiesa Ortodossa Russa

Sono esattamente gli stessi concetti espressi dal patriarca di Mosca, Kirill, nella sua omelia, il patriarca disse che il conflitto opponeva la Russia all’Occidente lascivo e corrotto, quello che vuole imporre i Gay Pride, cioè l’esibizione dell’orgoglio di essere contro la legge di Dio.

Quindi la convergenza di Dugin che esplicita e conferma la visione del patriarca di Mosca va presa sul serio.

Molto sul serio

De Ficchy Giovanni

      

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