carri armati consegnati all’intelligence ucraina e morale sotto i tacchi

Si fa sempre più difficile la guerra in Ucraina per Mosca, a quasi un mese di distanza dall’invasione delle repubbliche separatiste del Donbass.

Come riferisce Victor Andrusiv un soldato russo di nome Misha ha portato il suo carro armato all’intelligence militare ucraina.

Gli 007 di Kiev identificano regolarmente i telefoni dei soldati russi e inviano loro dei messaggi con le condizioni per la resa.

Il ragazzo in questione, una volta letti i messaggi persuasivi, li ha richiamati e ha offerto la resa in cambio di denaro e sicurezza.

È stato quindi definito un luogo sicuro dove mettere in scena l’incontro, per il quale sono state prese tutte le dovute precauzioni.

Gli ucraini hanno utilizzato dei droni per assicurarsi che non si trattasse di un’imboscata, ma alla fine non sono arrivate sorprese.

Misha, il soldato che si è arreso, ha detto al nemico che il resto del suo equipaggio ha abbandonato l’unità e che il morale dell’esercito russo è generalmente basso.

Per Vladimir Putin è sempre più complicata.

Siamo giunti al ventottesimo giorno di guerra e lo stato maggiore ucraino convinto che le forze russe avrebbero scorte di munizioni e cibo in grado di sostenerne l’offensiva per «non più di tre giorni». Sempre secondo le autorità militari di Kiev la situazione sarebbe la stessa per quanto riguarda le scorte di carburante, parlando di un vero e proprio «fallimento logistico» da parte di Mosca. 

De Ficchy Giovanni

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