Pescatori a terra

Ad Anzio e Civitavecchia i pescherecci non escono in mare da giorni perché il costo del gasolio è troppo alto.

Il caro carburante rende anti economica l’attività della pesca, il pieno di un peschereccio infatti raggiunge oggi la cifra astronomica di 15.000 Euro, da pagare anticipate chiaramente, ” con gli aumenti giornalieri del gasolio, ormai arrivato alle stelle, conviene tenere i pescherecci ormeggiati e chiedere la disoccupazione per il personale imbarcato” sostengono i pescatori.

Il settore pesca è oramai distrutto, dopo la pandemia che ha costretto molte aziende ittiche a chiudere, il caro carburante potrebbe essere la pietra tombale sul settore.

“Siamo tutti a terra”, dicono i pescatori e il pesce al mercato comincia a scarseggiare.

Centinaia di armatori di pescherecci provenienti da diverse regioni d’Italia sono in sciopero da domenica e sono scesi in piazza a Roma per gridare le loro ragioni

Le associazioni sindacali di categoria tuonano ; ” L’esorbitante rincaro del carburante avvenuto in questi giorni deve essere seguito da adeguate misure urgenti a sostegno del comparto della pesca da parte del Governo”, ;

Oltre al dramma della perdita di posti di lavoro, una profonda crisi del comparto pesca potrebbe innescare poi ulteriori problemi di carattere sociale. Penso, in particolare, al rischio che incombe su una fetta di lavoratori stranieri che, privati del lavoro, potrebbero piombare nell’irregolarità

Sciopero dei pescatori

Il pesce scarseggia

Nei supermercati e nelle pescherie è scomparso il pesce locale, Il pesce fresco del Mediterraneo è quasi introvabile, e con la corsa all’accaparramento i prezzi sono saliti alle stelle.

Il pesce fresco del Mediterraneo è quasi introvabile

De Ficchy Giovanni

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