Anna Nemzer: “Noi, come gli occidentali, siamo stati ciechi su Putin. “

 Una delle poche voci libere in Russia: “Dovevo stare fuori una settimana, ma ho capito che sarei stata in esilio a lungo”

“Siamo stati ciechi, non abbiamo capito chi fosse realmente Putin. Ora lo sappiamo, è un pazzo maniaco, un assassino”.

Nemzer è giornalista di Dozhd Tv, una delle poche voci libere della Russia di Putin. racconta a La Repubblica la sua storia;

Dovevo stare fuori una settimana, quel giorno ho capito che sarei stata in esilio a lungo. Quando ho visto il video avrei voluto essere con loro.

Sono rimasta in contatto tutti i giorni, una lunga settimana senza dormire o riposare. Era iniziato con il blocco del sito web, perché la Duma stava preparando una legge sulle notizie false, che stabilisce che non possiamo usare la parola ‘guerra’, che l’invasione, la guerra, va chiamata ‘operazione speciale'”.

Parole che ad Anna ricordano drammi del passato come la guerra in Cecenia (“Anche quella ‘”operazione speciale’ o ‘anti terroristica’”) e si rende conto insieme agli altri “che non saremmo più stati in grado di coprire nulla, tranne i rapporti ufficiali; ci hanno minacciato di gettarci in carcere per 15 anni, avevamo sempre saputo che il nostro lavoro era un po’ pericoloso, ma in un giorno questo pericolo è diventato più grande e più vicino”. 

Ha Lasciato La Russia

“La scelta era tra il carcere o andarsene, io me ne sono andata perché non sono un eroe, non sono come Alexei Navalny, che ammiro e che rispetto; ho una figlia, ho deciso così e lo stesso hanno fatto molti amici e colleghi”

 Per chi ha lasciato la Russia or è molto difficile spiega. 

“Siamo illegali, non abbiamo visti internazionali, abbiamo paura e siamo russi, quello che oggi è il male puro.

Non ho più un Paese, la nostra opposizione è in parte demolita e in parte ha lasciato la Russia. Ricevo molte notizie, il mio Facebook funziona ancora perché a Mosca molti usano la Vpn, per ora riesco a comunicare anche con WhatsApp.

Sappiamo delle proteste, sappiamo delle migliaia in carcere, i miei amici non riescono neanche ad andare a protestare, appena escono dalle loro case vengono fermati dalla polizia.

Qualsiasi critica con la nuova ‘legge’ è tradimento, una parola sbagliata e finisci in carcere per anni”.

De Ficchy Giovanni

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