Putin non vuole negoziare

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Come Roma Sera Giornale abbiamo seguito interamente la vicenda dell’invasione dell’Ucraina, pubblicando anche articoli di allarme anche due mesi prima dell’attacco di Putin, ci rendevamo conto che non vi erano adeguati sforzi diplomatici, Putin riceveva al Cremlino il presidente francese Macron, uno dei maggiori leader mondiali facendolo sedere a capo di un tavolo di circa 30 metri a simboleggiare anche in maniera visiva la distanza tra il Mondo occidentale e lui.


Colloquio tra i due presidenti

Certo come sempre quando vi è una guerra la prima vittima è la verità, subito le truppe della disinformazione del tiranno russo hanno cominciato a strombazzare su tutti i canali mediatici che la responsabilità era della Nato, che voleva allargarsi ad est, e inventando anche improbabili e inesistenti accordi diplomatici, circa una accordo preesistente addirittura risalente a Gorbaciov.

Non voglio sostenere che la responsabilità sia tutta da una parte, ma solo mettere ben in evidenza la circostanza non di poco conto che vi è un aggressore , e un aggredito in questa vicenda.

Se si è giunti alla guerra la diplomazia ha fallito, hanno fallito gli americani, i francesi , gli inglesi e tutti coloro che hanno provato a trattare con il sanguinario dittatore russo.

Putin non vuole negoziare, a mio avviso non si accontenterà nemmeno dell’Ucraina ma volgerà i suoi appetiti e la sua brama di conquista verso Georgia, Moldavia, e magari verso le repubbliche baltiche.

 Vuole creare un cuscinetto sul nord del Mar Nero, per controllarlo. 

Il Rischio Nucleare esiste;

Un’analisi al generale di Corpo d’Armata Vincenzo Santo, ex capo di Stato Maggiore della Nato;

Non è affatto scontato che dalle armi convenzionali si passi a quelle tattiche nucleari. Tutto dipende dall’efficacia o meno dell’offensiva in atto, se rallenta o se fallisce, ma nulla escluderebbe la tentazione dell’azzardo nucleare da parte dei russi.

Non c’è dubbio che Putin debba essere fermato con le buone o con le cattive. Sta seguendo la “teoria del prospetto”, ovvero quella che 30 anni fa Robert Jervis adattò alla guerra prendendola in prestito dall’economia comportamentale:

Antony Blinken,

secondo cui Kiev “alla fine, dopo tanta sofferenza, potrebbe perfino vincere la guerra“. 

Alam Friedman

“Putin vuole bombardare i civili e seminare terrore, non si può negoziare con un dittatore che non si ferma”

alla fine per la prima volta ci troviamo d’accordo con il giornalista americano.

De Ficchy Giovanni

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