Chiudono le aziende di moda in Russia

Louis Vuitton ha appena annunciato la chiusura di tutte le sue 124 boutique in Russia,

L’annuncio segue di poche ore quello della Spagnola Mango che ugualmente esce totalmente dal mercato della federazione Russa, cercando di evitare il danno “reputazionale”,

Louis Vuitton a Mosca

questa settimana il gruppo H&M  ha annunciato una sospensione “temporanea” delle vendite nel Paese (sesto mercato per importanza), dicendosi “preoccupato per i tragici sviluppi in Ucraina” ed esprimendo “vicinanza a tutte le persone che stanno soffrendo”.

La Nike aveva preso la stessa decisione qualche giorno fa, motivando lo stop con le difficoltà logistiche che le impediscono di consegnare le merci.

Adidas, invece, sponsor tecnico della Nazionale russa, ha invece sospeso la sua partnership con la Federcalcio russa.

Asos e Bohoo, nei giorni scorsi, hanno deciso di sospendere le attività nel Paese chiudendo negozi e siti e mettendo in stand by le consegne.

La politica della Russia di Putin mette in crisi la spesa locale dei russi – tra sanzioni, blocco dei pagamenti e chiusure – che solo per i beni personali è tra i 6 e gli 8 miliardi, mette a rischio il 2-3% del mercato del lusso .

«Il mercato russo rappresenta in tempi normali per la moda italiana circa il 2% delle esportazioni. Ovviamente, le ripercussioni di questa guerra comporteranno effetti che andranno oltre il blocco del mercato russo e la perdita di quello ucraino, se non altro per l’impatto che il costo energetico avrà sulle nostre produzioni, ma ciò che interessa, in questo momento, è terminare questa guerra e salvaguardare la vita e la libertà delle persone», ha detto il presidente di Cnmi all’Adnkronos. 

De Ficchy Giovanni

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