I magistrati che entrano in politica non potranno mai più indossare la toga

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Magistrati all’innaugurazione dell’Anno Giudiziario

Le porte girevoli per i magistrati nella politica italiana sono finite per sempre. I giudici che abbiano ricoperto cariche elettive, di qualsiasi natura, o cariche di governo, siano esse a livello nazionale, regionale o locale , al termine del loro mandato non potranno mai più esercitare alcuna funzione giudiziaria. Lo ha approvato venerdì il Consiglio dei ministri. 

È una riforma storica , che prevede anche un nuovo modo di eleggere il Consiglio superiore della magistratura. Questa riforma è attesa da anni, per porre fine a un fenomeno diffuso e fortemente controverso come la frequenza delle porte girevoli tra politica e giustizia, spesso avvelenando quelle relazioni. In una conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri, Mario Draghi ha affermato che “la riforma è inevitabile, lo dobbiamo ai cittadini”.

Il presidente del Consiglio ha totalmente escluso un suo futuro coinvolgimento in politica. Nei giorni scorsi i media italiani commentano le manovre di alcuni partiti moderati volte a creare un grande centro politico . 

L’obiettivo dell’operazione sarebbe quello di poter esercitare un’influenza politica affinché Mario Draghi continui a essere capo del Governo, dopo le prossime elezioni politiche previste per la primavera del 2023.

Alle domande sull’ipotesi che possa essere il coordinatore o federare un nuovo centro in futuro, Draghi ha risposto: “Lo escludo”. 

E con ironia ha aggiunto: «Molti politici mi candidano a tanti incarichi, dimostrando una diligenza straordinaria. Vi assicuro che se dopo questa esperienza deciderò di cercare un lavoro, lo troverò da solo…».

Mario Draghi ha evidenziato tre categorie di rischio in cui opera l’Esecutivo: i prezzi dell’energia, l’inflazione e le tensioni geopolitiche. “Il governo sta riflettendo sugli interventi in queste aree”, ha detto Draghi. L’importante è mantenere la crescita, che ci permette di affrontare l’elevato rapporto debito/PIL [158%], per affrontare i mercati con calma e fiducia.

Questa è la cosa più importante e il governo è totalmente impegnato”.

La Redazione

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