“Se non paghi ti ammazzo”

Una storia di Usura

Una donna 50 enne residente nel quartiere romano di Centocelle , avendo un marito che a causa della pandemia aveva perso il lavoro, con il non ce la faceva più a tirare avanti, con il suo stipendio di 800 euro mensili, si era sobbarcata dei lavoretti , una lavoratrice precaria, come ce ne sono tante purtroppo, era stata assunta come operaia e poi come donna delle pulizia in una clinica sanitaria.

Usura male antico

Si era rivolta ad un collega di lavoro , che le ha presentato un uomo residente nello stesso quartiere di Centocelle il quale le ha prima prestato il denaro di cui aveva bisogno,  un prestito di 4.000 euro.

Nonostante la donna fosse riuscita a restituire la metà del debito in poco tempo, lo “strozzino” ha comunque preteso la somma di 1.000 euro a titolo di interessi per i restanti 2.000 Euro.

Il baratro dell’usura si è aperto sotto i piedi della povera donna quando l’usuraio le ha chiesto altri 40.000 euro di interessi , che riduceva a 20.000 per le suppliche della vittima.

Complessivamente la donna aveva pagato la somma di 8.000 euro, e lo strozzino che intanto la perseguitava chiamandola, tantissime volte al telefono , le chiedeva altri 15.000 euro

Il “Cravattaro” si faceva sempre più minaccioso, e una volta si era presentato addirittura sulla porta di casa della vittima e l’aveva aggredita provocandogli delle lesioni, una echimosi su un ginocchio ed anche un livido sul volto.

Il marito resosi conto della situazione della moglie, con coraggio si rivolgeva ai militari dell’Arma,

Le indagini dei Carabinieri hanno appurato che il delinquente si era approfittato dello stato di bisogno della donna.

L’uomo è stato arrestato , e condotto in Carcere,

Naturalmente l’uomo è da ritenersi innocente fino a condanna passata in giudicato.

De Ficchy Giovanni

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