Mille stranieri si sono intascati 6 milioni nel loro Paese

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Una delle tante truffe su Rdc

DE FICCHY GIOVANNI

Non passa giorno nel Nostro paese che non si vedano nei telegiornali e leggano sulle pagine di cronaca dei quotidiani, casi di truffe sul Reddito di cittadinanza.  

L’Italia è piena di episodi di gente che percepisce il Reddito di cittadinanza senza averne diritto: la Guardia di finanza – che dispone di un apposito Nucleo per il controllo della spesa pubblica – stima che i livelli di frode arrivano quasi al 70% dei casi sottoposti a controllo.

Arrivano addirittura alla enorme cifra di  mille gli usurpatori del reddito di cittadinanza scoperti in Italia in un giorno solo, la maggior parte di loro è straniera, e non risiede nel Nostro paese da almeno dieci anni , come prevede la norma, voluta con forza dal Movimento 5 Stelle, ed introdotta dal Governo Conte , avallata anche da un comportamento irresponsabile della Lega del Salvini pre – Papete, tale norma sta mostrando tutte le sue falle, ed è chiaramente aggirabile, se riescono a farlo anche dall’estero.

Nel Nostro Paese la Guardia di finanza ha già individuato, tra il 2018 ed i primi 6 mesi del 2019, 73 mila lavoratori “in nero” ed anche “in grigio”, che riguarda chi ha dichiarato solo parzialmente la propria situazione lavorativa e così percepisce un compenso ”fuori busta”.

Si tratta quindi di un provvedimento legislativo ” errato” sin dalla sua emanazione, come altri a mio avviso i bonus edilizi, e tutte le forme di corresponsione di denaro da un effettiva prestazione lavorativa del beneficiario. 

Personalmente nel mio piccolo, sono stato fondamentalmente sempre contrario a forme di bonus o sovvenzioni , sganciate da una contro – prestazione lavorativa, per due motivi fondamentali :

  1. Disincentivo al Lavoro . E’ quanto mai singolare che in una Nazione dove la Carta Costituzionale recita all’Art. 1 essere una Repubblica fondata sul lavoro , e quindi dovrebbe essere questa la via per rimuovere tutti gli ostacoli e i limiti per raggiungere una equità sociale, si arrivi a concepire un provvedimento del tutto sganciato dal lavoro, generando nella forza lavoro un disincentivo di fatto a ricercarne uno .
  2. Si tratta di un provvedimento che sganciando la prestazione dal merito, rendendo automatica la percezione livella verso il basso le classi lavoratrici, a mio giudizio è ancora più insidiosa del Comunismo stesso, si tratta di una “cinesizzazione” dove lo Stato elargisce i bonus a chi ritiene, e magari li nega a chi non è “Renitente“, annullando tra l’altro l’unica possibilità di modificare il proprio “destino” applicandosi e lavorando appunto.

Concludendo ritengo sia meglio investire le risorse per il contrasto alla povertà, magari puntando sulla creazione di nuovo lavoro, detassando le imprese che assumono, o che investono sulla forza lavoro, sulla formazione e sulla innovazione tecnologica, e impiegando la Guardia di Finanza, in altri campi quali il contrasto alle mafie, e alle forme di riciclaggio all’ingrosso.

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