Quaresima in Terra Santa

Si tratta di esplorare luoghi del mondo da un altro punto di vista: mete insolite non battute dal turismo di massa, ecco uno spunto in Terra Santa.

Essere pellegrino non vuol dire essere vagabondo, il pellegrino ha una destinazione. Il pellegrinaggio ha un inizio ed una fine, per questo è immagine della nostra vita.(Cfr. Eb . 11,13 ss)

Un Itinerario alternativo

Gerusalemme

La grotta del latte

I primi cristiani credevano che la Santa Famiglia, poco dopo la nascita di Gesù a Nazareth, si sia trasferita per un breve periodo di tempo presso questa Grotta a Betlemme, per nascondersi dai soldati di Erode,  i quali credevano che mescolando il morbido gesso bianco della grotta con il cibo e le bevanda ne avrebbe migliorato la fertilità e la produzione di latte materno.

Masada

Masada

Masada

E’ un’antica fortezza di pietra in Israele, situata in alto sopra il Mar Morto su un’alta mesa rocciosa. Ora parco nazionale israeliano e patrimonio mondiale dell’UNESCO, Masada è una fortezza naturale costruita sulla cima di un arido altopiano montuoso del deserto a migliaia di piedi sopra il Mar Morto.

L’assedio

Dopo la distruzione del tempio di Gerusalemme (70 d,c,) i romani rivolsero il loro interesse al rifugio degli zeloti, cingendo d’assedio la città di Masada.

Guidata da Flavius ​​Silva, una legione di 8.000 romani costruì accampamenti che circondano la base, un muro d’assedio e una rampa su un pendio del lato occidentale della montagna fatta di terra e supporti di legno.

Gli abitanti piuttosto che arrendersi , dopo un lunghissimo assedio si tolsero tutti la vita, i romani infatti al loro arrivo trovarono solo cadaveri

Secondo il racconto di Giuseppe Flavio ne “Le guerre degli ebrei” :

“Erano morti credendo di non aver lasciato un’anima viva di loro per cadere nelle mani dei romani; I romani avanzarono all’assalto… vedendo nessuno dei nemici ma da ogni parte la terribile solitudine, e le fiamme dentro e il silenzio, non riuscivano a congetturare cosa fosse successo qui incontrando la massa di uccisi, invece di esultare come per i nemici, ammiravano la nobiltà della loro determinazione”.

Giovanni De Ficchy

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