Pace e Giustizia

Ignoto Uno

Le cose non accadono per caso.
In attesa di seguire una nota trasmissione TV, che ci ha dato lo stimolo per un articolo che leggerete domani, insieme a delle informazioni che fanno da stimolo a riflessioni importanti, curiosando nel web, ho trovato…
Buona lettura.
(Ettore Lembo)

M L K jr

Gentile dottoressa, in onore della sua capacità di rischiare in proprio per le sue idee, indirizzo a Lei questa riflessione

Martin Luther King è stato un fulgido esempio di “guerriero per i diritti negati agli uomini”, nel suo caso i neri americani in Stati Uniti. Fu un uomo che combattè senza paura fino al giorno in cui fu assassinato.Il suo nome è spesso accostato a quello di Ghandi. Entrambi leader del proprio popolo, entrambi pacifisti e ideologi di una attività politica basata sulla non violenza.Con la “Lettera dalla prigione di Birmingham”, scritta nel 1963, Martin Luther King rese plastico a tutti il suo impegno civile e la sua “crociata per la giustizia”.Egli combattè per eliminare ogni pregiudizio, nel suo caso “etnico”, attraverso una resistenza non violenta.Ebbene, dal 1986, il 17 gennaio gli Stati Uniti celebrano il Martin Luther King Day, mi chiedo come mai nessuno in Italia se ne sia accorto? Eppure non tanto tempo fa il tema del razzismo sembrava centrale nel mondo e nel nostro Paese. Ricordatevi i tanti inginocchiati, finanche nel Parlamento italiano, per “onorare” il nero americano Floyd ucciso da un poliziotto bianco.Il motivo di questa dimenticanza temo che vada ricercata nel fatto che la comunicazione politica non necessiti più di questa strumentalizzazione, oggi il tema “black lives matter” non va più di moda.

Non desidero fornire facili motivi di polemica, l’assassinio di Floyd fu un fatto inaccettabile, non c’è nessun dubbio su questo, ma in tutto il mondo, addirittura a San Pietro, vi sono state manifestazioni sotto le insegne del neo movimento “black lives matter” semplicemente perché andava “abbattuto” il nemico per eccellenza. Non il razzismo bensì l’allora Presidente USA Trump.

Quel movimento, infatti, nulla aveva di pacifista, qualcuno si ricorderà delle statue di Colombo abbattute in varie città statunitensi, ma il nemico da abbattere valeva “una messa” o un “naso turato”.

Nel 1986 il presidente Repubblicano Ronald Reagan proclamò l’istituzione della festa nazionale per commemorare Martin Luther King.

Ecco in questi tempi di COVID figure come Martin Luther King, da un lato, e Ronald Reagan dall’altro andrebbero ricordate e, io credo, copiate. Reagan, per esempio, ebbe la saggezza di firmare a Reykjavik il Trattato sui missili nucleari con il leader Sovietico Gorbaciov. Oggi ……

Ignoto Uno

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