“MI APPELLO AL BUON CUORE DEI “GENITORI”

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AFFIDATARI DI QUESTA BAMBINA E AI SERVIZI SOCIALI: METTETE FINE A QUESTO MARTIRIO NEI RIGUARDI DI UNA BIMBA DI 7 ANNI.

“Questo è il titolo per evidenziare il lungo appello che l’Onorevole Veronica Giannone, che da sempre ha avuto a cuore questa vicenda. Vicenda che oltre ad essere triste, fa rilevare la vergognosa situazione di un sistema che mette i minori a grave rischio togliendo loro quella serenità che dovrebbe essere loro garantita.Il riferimento specifico è alla quarta sorellina che non è stata ricongiunta a gli altri tre fratellini.

Un invito IMPORTANTE quello della Giannone, dopo l’ultima lettera inviata al Ministro Cartabia , che…. Non ha risposto….Alleghiamo anche l’articolo dell’Agenzia Dire, che raccoglie la preoccupazione della mamma e dei fratellini. Ma ecco cosa scrive la Giannone…

(Ettore Lembo)

famiglia affidataria

“È quasi un anno e mezzo che la piccola è in casa di sconosciuti. È stata costretta ad accettarlo, a fidarsi di loro, a vivere con loro, persone che si sono messe a disposizione per occuparsi di questa bambina, magari anche di altri in passato o in futuro. Ma possibile non riescano a percepire il dolore atroce che lei prova? Diverse volte in commissione giustizia, o tutela infanzia, o in commissione d’inchiesta sugli affidi, abbiamo ascoltato il presidente dell’associazione nazionale famiglie affidatarie. Una delle cose che più mi è rimasta impressa è la costante richiesta di aumentare la quota mensile che dovrebbe servire per il sostentamento dei piccoli, come a farne una questione economica. I bambini si sa, costano! Si, avete compreso bene, funziona proprio così la rete dei “genitori affidatari”, dai 350€ ai 500€ al mese, dipende dai comuni. E sia chiaro, non ho nulla contro chi vuol essere d’aiuto, chi voglia donare amore e prendersi cura dei bambini orfani ad esempio, o figli di persone violente e che hanno subito violenza, bambini abbandonati… ma non è questo il caso. Lei, piccola di 7 anni, è stata allontanata con i suoi 2 fratelli e sua sorella dalla sua mamma nel novembre 2019, a seguito di denuncia nei riguardi del padre dei 4 fratelli e sorelle, trasformatasi in procedimento penale nei suoi riguardi, per percosse e abuso. Lui, il padre, è, secondo la legge italiana, innocente sino alla fine del terzo grado di giudizio, pertanto risulta solo accusato di. Lei, la madre, è colpevole senza se e senza ma, senza denunce, senza indagini e senza processi, è colpevole per i servizi sociali e per la CTU che, per come sappiamo mal funzioni in Italia la gestione degli #affidiminori, basta la colpevolezza dichiarata da questi al giudice per decidere di allontanare da lei i figli, perché, come dichiarato in audizione dalla Presidente dell’associazione nazionale Magistrati e Presidente di un tribunale per i minori italiano, “è molto difficile per un giudice discostarsi da quanto scritto nelle relazioni da CTU e Servizi sociali”, sicuramente in buona fede, ma così non si ha modo di difendersi. È già tutto scritto .Ed è quello che è successo in questo caso, prima li hanno strappati dalla loro vita, dalla loro casa sol perché si rifiutavano di vedere il papà, dando la colpa alla madre “manipolatrice”, poi li hanno portati a vivere, contro la loro volontà, in casa dei nonni paterni. Sono arrivati a cucinare da soli per loro stessi,  con la spesa che faceva arrivare loro la mamma. Non contenti questi #servizisociali, gli hanno fatto intendere, con il benestare dei nonni, che sarebbero finiti in comunità se avessero continuato a ribellarsi. E così è stato! Luglio 2020, 4 fratelli e sorelle divisi senza neanche un minimo di empatia nei loro riguardi da parte di chi avrebbe dovuto tutelarli, strappando letteralmente la piccola, di allora 6 anni, dalle braccia della più grande di 13. Ognuno di loro in 3 comunità diverse, per punirli? Per non aver accettato di soccombere agli obblighi e alle imposizioni date loro? E la piccola? Data in affido a genitori affidatari sconosciuti, con i quali è costretta a stare tutt’ora. Dopo mesi e mesi i 3 più grandi sono rientrati e il giudice si è reso conto che i “progetti” del servizio sociale non erano serviti, visto che l’unico loro intento era RESETTARLI e far RECUPERARE IL RAPPORTO CON IL LORO PAPÀ. Ma loro non hanno voluto, forse perché il motivo non è la manipolazione della mamma, che per mesi non hanno neanche sentito al telefono. Così, collegio giudicante, tutore, curatore, servizio sociale e le x CTU, hanno continuato a portare avanti il “progetto” solo per la povera bambina di 7 anni ora, obbligandola a restare in casa con sconosciuti, a vedere il padre che aveva sempre rifiutato, di restare lontana dai fratelli e dalla sorella, dalla sua mamma e dai suoi pelosi, che lei tanto adora. Da qualche mese li va a trovare per qualche ora la settimana, una doppia tortura: torna alla sua vita, dalla sua famiglia, da chi ama e da chi la ama per poi essere strappata via, tra lacrime e disperazione, e ritorna da quei 2 sconosciuti che dal primo momento si fanno chiamare mamma e papà. Mi rivolgo a voi “genitori affidatari”: Questo è secondo voi fare del bene? QUESTO È AIUTARE UNA BAMBINA? Ma avete guardato i suoi occhi? Sono vuoti. E le occhiaie, su una piccola di 7 anni appena fanno paura. Smettetela di essere egoisti, di pensare solo a voi, di vedere quella bambina come vostra figlia. NON È VOSTRA! Ridate lei la vita! Richiedete al giudice di rimandarla a casa perché soffre senza la sua famiglia. Solo così potrete definirvi dei bravi e giusti genitori affidatari. Altrimenti sarete solo complici della distruzione di una vita.
Leggete qui, uno dei tanti messaggi scritti da Cate, sorella più grande. “Oggi come tutte le settimane sono venuti i due educatori che vengono a monitorare come stiamo a casa di nostra madre. Tutte le volte che vengono mi chiedono come sto, come va la scuola, se ho degli amici. Oggi mi hanno anche detto che a Babbo Natale avrei dovuto chiedere soldi cose materiali. Ma io mi chiedo: e così difficile per loro capire che l’assenza di mia sorella e il bene che le voglio e il male che provo nel vederla così malinconica e triste ha la priorità su qualsiasi regalo materiale. Rivoglio mia sorella, rivoglio la nostra vita insieme…”LIBERATELA!

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