Camera di Consiglio da Remoto

IL NO COMPATTO DELL’AVVOCATURA

riportiamo oggi sul Dubbio a firma di Valentina Stella:

«A Roma la camera di consiglio da remoto non è mai partita – ci ricorda il Presidente della Camera Penale capitolina, Vincenzo Comi -. Proprio la fermezza delle nostre convinzioni ha consentito alla Camera penale di Roma di ottenere nel 2020, sotto la presidenza di Cesare Placanica, un protocollo con la Corte d’Appello che,

“nel riconoscere le forti preoccupazioni che il rischio di una normativa emergenziale possa tradursi in una irreversibile lesione dei principi del giusto processo”, aveva escluso ogni ipotesi di camera di consiglio da remoto nei processi di secondo grado.

Quel protocollo, di cui siamo molto orgogliosi, ha poi generato la disapplicazione della norma a livello nazionale in quanto la Camera di Consiglio da remoto rappresenta una scelta inutile e grave, dalle conseguenze dannose per il processo penale. Per un magistato consapevole è una diminutio della efficienza del processo. Non è un problema di assolvere o condannare, ma di dare il peso giusto al processo»

Il giusto processo

De Ficchy Giovanni

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