Site icon Roma Sera Giornale

Il fallimento del Super Green Pass in Italia

CI TENGO A CHIARIRE CHE NON SONO UN NO VAX

MA LA MATEMATICA E LA STATISTICA NON SONO OPINIONI

Il 6 dicembre è entrato in vigore in Italia il cosiddetto “Super Green Pass” che, di fatto, è l’esclusione dei non vaccinati dalla vita sociale. La regola d elle “2 G” (guariti o vaccinati) più che rallentare la crescita della curva epidemiologica, aveva una sua logica diabolica, quella di dare in pasto all’opinione pubblica un capro espiatorio ( i no-vax untori), utile a scaricare su di essi la rabbia sociale, deviandola dalla classe politica.

Come si può facilmente vedere il confronto è impietoso e boccia in modo perentorio la misura del Super Green Pass. Se è pur vero che ricoveri e soprattutto decessi seguono a distnaza di un certo lasso di tempo la curva dei contagi, non così è per il numero di positivi, considerando che l’Istituto Superiore di Sanità indicava in 14 giorni il tempo massimo di incubazione della malattia. Questo periodo è stato oggi rivisto dalla comunità scientifica e portato ad una settimana ed è su questa base che verrà accorciato il periodo di quarantena.

In sintesi, se il provvedimento del Super Green Pass avesse funzionato, avrebbe dovuto già limitare la curva dei contagi, che invece si è ulteriormente accentuata.

Con questi dati un’informazione libera avrebbe chiesto il conto al governo, invece nella conferenza stampa di Natale abbiamo assistito sgomenti alla stampa italiana che si prostrava ai piedi del Premier, applaudendolo a scena aperta. In quella conferenza stampa il premier stava illustrando le nuove misure restrittive, che erano la prova più evidente del fallimento di quelle precedenti.

“il fallimento di politici e virostar nella gestione pandemica”

Efficacie? Da una dose per la vita (come tutti si aspettano da un vaccino) si è passati alla seconda e terza; e non è finita. Il CTS alla richiesta, comune a milioni di cittadini, se vi sia una dose efficacie risponde con sicurezza: “Esiste: è la prossima”. Ed il Presidente dell’ISS chiosa: “Non si sa bene per quante volte ancora”.

L’Arcivescovo di Udine, Mons. Mazzocato ha sentito la necessità pastorale di parlare di un “clima oppositivo e, talora, di astio reciproco che rischia di intossicare ancor peggio del virus” ed invita alla pace. Un appello da accogliere a mente aperta e cuore sereno anche come studioso, perchè può costituire la base ad un vero dibattito scientifico sulla “vaccinazione”, sempre richiesto, ma mai aperto.

Ma i fatti sono testardi, rimangono.

Mario Gregori

Università di Udine

I DATI SONO STATI RIPRESI DAL “IL GIORNALE DI UDINE”

Exit mobile version