CASE SENZA VALORE

europei d'accordo con ue

Mentre tutti corrono a vaccinarsi o a fare il tampone per ottenere il passporto di libera circolazione, pressati dai terroristi mediatico/sanitari, la UE prepara il modo per farti spendere i soldi che non possiedi.
(Ettore Lembo)

di Angelo Giubileo

La notizia di oggi è che la Commissione europea, nell’ambito della nuova direttiva inerente all’efficienza energetica degli edifici, la cui uscita è prevista per il 14 dicembre prossimo, stia elaborando la proposta d’impedire per legge la vendita o l’affitto se la casa spreca energia ovvero se un edificio non sarebbe più in regola con i nuovi parametri della politica europea.

Dopo aver compreso in via definitiva, con il documento dapprima preparato e annunciato sul Natale e quindi immediatamente ritirato, gli effetti irrealistici del politically correct – una strategia e tattica politica intese a promuovere il rispetto formale di ogni idea o linguaggio, ma nulla più -, tocca ora alla Green economy. E, per cominciare, al modo surrettizio d’intervenire sul diritto di proprietà di ogni cittadino europeo in ordine al possesso della propria casa. Forse, una forma di tassa patrimoniale occulta?

Agli albori dell’illuminismo, oltre tre secoli orsono, il filosofo Immanuel Kant scrisse che l’illuminismo rappresentava l’uscita dell’intelletto dal proprio stato di minorità. E tuttavia, ben presto, il pensiero del filosofo di Konigsberg (1724-1804) fu accusato di formalismo, vuoto formalismo, al punto che Hegel (1770-1831) parlava del pensiero di Kant come della “notte in cui tutte le vacche sono nere”. Una specie di politically correct antelitteram.

Messo da parte il formalismo, sembra sia giunta l’ora per L’Unione europea di passare a fatti concreti; e la Ue sembra farlo interessandosi innanzitutto alle nostre case. E questo, dopo che pare sia proprio difficile, se non impossibile, proseguire con le politiche di quantitative easing e deroghe ai vincoli di bilancio, anche pandemici, comunitari. Un cambio radicale delle politiche fondative, insieme a quella del cambio con l’euro, che di per sé denota ed esprime il fallimento dei pilastri su cui era stato costruito e innanzato l’edificio dell’Unione circa trent’anni fa.

Attualmente, quelle stesse vacche di Hegel, oggi europee, non sono certamente più grasse, se mai lo siano state, sono piuttosto scarne. Come rimpinguarle? Forse, in proposito, la Commissione europea avrebbe un’altra idea. Ma, se così non è, è lecito dubitarne. Ma, se così non è, resta comunque pur sempre il fatto che, avendo annunciato Nietzsche (1844-1900) che “Dio è morto”, è bene proclamare, e non solo a parole, che la proprietà privata è viva da sempre. Ancor prima del tempo vedico, allorquando il termine “realtà” aveva già a che fare con il possesso di una o più cose.

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