DIETRO LA MASCHERA

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DARIO MICCHELI

Piu guardo i colleghi nelle trasmissioni  televisive e più mi viene il dubbio che qualcosa non quadra.

Giornalisti di chiara fama che si contendono la passarella delle televisioni e delle presenze con dottori e virologhi, in una corsa affannosa , per dimostrare che esserci è meglio che scrivere come dovrebbe fare un giornalista “purosangue”.

E così eccoli lì davanti  alle  telecamere a battibeccare , per essere più visibili , con tutto e tutti, una notte da leoni , per essere dalla parte di quello o quell’altro scordandosi che la prima regola del giornalismo è quella di essere il più indipendente possibile e citare i fatti e poi le opinioni degli altri, e esprimere le conclusioni dopo aver sviscerato tutto il contesto d’informazioni.

Dopo questo sproloquio da parte mia, sui colleghi, vorrei far notare che si parla poco degli scenari di guerra politica e sindacale che si stanno addensando all’orizzonte a  ridosso  della manovra economica in corso d’itinere.

Capisco che non sia facile interpretare il dramma degli italiani, restando ancorati ai partiti della grande ammucchiata, che fingono “distinguo” inesistenti per salvare una faccia che gli elettori sanno già e stata già perduta, e quindi gli stessi partiti chiedono aiuto agli “amici” giornalisti.

Ma in questa partita, che è tragica e drammatica per i lavoratori, chi non riesce ad uscire dalla palude dell’ignavia e del non saper che fare sono proprio i sindacati, incapaci di schierarsi razionalmente e con forza in difesa dei lavoratori e dei loro posti di lavoro, timorosi di perdere le loro guarentigie politiche e la necessaria deferenza al capo dei capi, a cui tutto il mondo s’inchina e che tutto sa fare, cui tutto e dovuto e permesso , ma chi Draghi, no Dio, quel Dio che guarda con disperato orrore le migliaio di famiglie che finiscono sul lastrico perché delocalizzano,  per non parlare di chi è costretto a chiudere per asfissia e sto parlando degli imprenditori delle medie e piccole imprese a cui nessuno tende una vera mano detassando e mettendo in condizione di continuare a lavorare ed assumere personale e così salvare migliaia di posti di posti di lavoro.

Rimbocchiamoci le maniche, e chiediamo al governo “di tutti i partiti”, meno due, di pensare alle famiglie per davvero, con interventi mirati , ragionati, passando dalle commissioni parlamentari e non dal consiglio dei ministri, per trovare il bandolo della matassa e spendere i fondi europei nel modo migliore, nell’interesse del popolo, che sempre meno vicino ad una classe dirigente che non sa parlagli, spiegagli, garantigli un futuro, dignitoso degno di un paese come dovrebbe essere il nostro .

E intanto, una minoranza protesta, e chiede libertà, contro le restrizioni ai non vaccinati, con un governo che non riesce a spiegare nel modo   più semplice ,che i vaccini sono sicuri, e che bisogna essere in salute per essere liberi .

Dicevano i nostri nonni troppi galli a cantare ……..

DARIO MICCHELI

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