CROCI BIANCHE

Quando ero piccolo, mio padre mi portò in gita ad Anzio, e lì giunti andammo a vedere il cimitero americano.

Ricordo ancora la sensazione di gelo, malgrado fosse estate, che mi dettero tutte quelle croci allineate in fila in una distesa che mi pareva infinita.

Mio padre mi parlò dello sbarco alleato e della resistenza operata dalle truppe italiane e tedesche.

Migliaia di morti, in nome di diversi ideali e convinzioni, ma tutti hanno combattuto e sono morti per una causa in cui credevano ed erano coscienti di quello che facevano .

Ho voluto raccontare questo episodio della mia gioventù per farvi partecipi ad un’altra guerra che si sta combattendo , quella delle morti bianche, quella dei lavoratori morti di lavoro, assassinati dall’incuria, dall’incapacità di controllare, di vegliare sull’integrità dei macchinari o delle infrastrutture e degli interessi criminali che si nascondono tra gli appalti e la gestione e i controlli dei macchinari.

CGIL, CISL, UIL hanno portato in piazza le croci bianche delle ”morti bianche “ .

La sensazione di gelo che provai ad Anzio quel giorno d’estate di tantissimi anni fa, si è ripetuta davanti al televisore che mostrava quelle croci.

E’ impossibile non aver paura di una società che lascia morire i propri figli e le proprie figlie e i loro padri e madri per il lavoro.

Ma sopra tutto, come è possibile che nel bollettino di guerra giornaliero che ci siano così tanti incidenti sul lavoro.

Il Presidente della Repubblica, quello del Consiglio, il Ministro del Lavoro e i sindacati gridano allo scandalo e piangono tutti questi morti ,ma cosa si fa veramente per impedire questo criminale sistema di morte?

La nostra società si è provvista, sin dalla sua costituzione, di una struttura di vigilanza e di controllo, Gli ispettori del lavoro, funzionari addetti dal ministero del lavoro a vigilare sulla corretta applicazione delle norme di sicurezza sul lavoro, ma dove sono e cosa fanno? In Italia si continua a morire.

Vien  più  , i sindacati eleggono i delegati per la sicurezza che dovrebbero vigilare e denunziare le eventuali manchevolezze sull’applicazione delle norme di sicurezza.

Eppure , malgrado quanto sopra, tutti i giorni muoiono dei lavoratori che sono “ solo ” andati a lavorare.

La vergogna di leggere le cronache di questa guerra senza divise e senza ideali, che uccide solo chi lavora è terribile.

Che rabbia vedere la triplice con le croci in piazza, con le croci bianche, invece di parlare ai microfoni e fare passarella, abbiate il pudore di fare il vostro di lavoro, andate a controllare nelle fabbriche e sui ponteggi, denunciate chi trasgredisce dalle normative , salviamo la vita a chi lavora e puniamo chi non è in regola.

E vi prego basta con il falso dolore da sepolcri imbiancati che vi contraddistingue , fate il vostro dovere di sindacalisti.

Le croci di Anzio e quelle dei lavoratori e delle lavoratrici , si specchiano nella stessa spietata follia di una guerra che è stata la seconda guerra mondiale, che si specchia negli interessi criminali che uccidono senza pietà i nostri lavoratori .

DARIO MICCHELI

Rispondi