BERLUSCONI AL QUIRINALE

È un’ipotesi che circola in realtà da diverso tempo, suscitando comprensibilmente un certo stupore. Ma se fino a un po’ di tempo fa era per lo più derisa e sminuita dagli osservatori, ora sta ricevendo attenzioni più serie, e qualcuno è arrivato a parlarne come di una possibilità concreta.

Uno dei promotori principali della candidatura di Berlusconi è Gianfranco Rotondi, deputato di Forza Italia con una lunga esperienza nella Democrazia Cristiana. Proprio intervenendo al telefono a una manifestazione organizzata da Rotondi, secondo il Corriere della Sera Berlusconi avrebbe detto domenica: «Penso che Silvio Berlusconi può essere ancora utile al paese e ai cittadini italiani, vista la stima che ancora mi circonda in Europa. 

Il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, sa bene che il tempo stringe e che il mandato di Sergio Mattarella al Quirinale sta per scadere. Il sogno di chiudere la carriera diventando presidente della Repubblica si fa sempre più vicino (e possibile) grazie a un centro-destra apparentemente unito e alle forze parlamentari del Gruppo Misto che potrebbero scendere in campo per assicurare l’elezione di Berlusconi a Capo dello Stato. L’ex presidente del Consiglio – che conosce bene le dinamiche parlamentari – sa anche di non avere alcuna chance di elezione nelle prime tre votazioni. Tutto si giocherà alla quarta quando basteranno 505 grandi elettori per salire al Quirinale: A proposito dell’elezione del presidente della Repubblica, per chi non lo sapesse l’articolo 83 della Costituzione italiana prevede che il Capo dello Stato venga eletto dal Parlamento in seduta comune, dunque da Camera e Senato insieme, a cui si aggiungono 3 delegati per ogni singola regione, che vengono scelti dai rispettivi consigli regionali. La Valle d’Aosta ne esprime solo uno. Il voto è segreto e prevede che il presidente della Repubblica venga eletto con una maggioranza qualificata dei due terzi dell’assemblea (ovvero 672 voti). 

Giovanni de Ficchy

Web Reporter

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