CHIEDO SCUSA PER IL RITARDO

Già, sono in ritardo, il Senato ha già bocciato la  proposta per una nuova legge sulle parità di genere, che già esiste, sulle scelte sessuali, che già esiste, sui transgender che già esiste.

E’ tutto nella costituzione e nel codice penale e civile è tutto regolamentato, tranne sull’insegnamento scolastico che dovrebbe aprire una nuova materia, ma se si vuole inserirla  non c’è bisogno di predisporre una “grande  invincibile armada”, che peraltro come quella spagnola è miseramente  naufragata.

Pur essendo spiacente per il gruppo che difendeva quelle posizioni e il “trucchetto” della trappola parlamentare in cui sono caduti i sostenitori della proposta Zan , troppo tronfi per la vittoria delle recenti amministrative, troppo preoccupati a tutelare delle minoranze, già ampiamente tutelati, da rivolgere lo sguardo sul vero problema , quello del lavoro.

Il braccio di ferro che si sta giocando tra la triplice e il governo potrebbe essere prodromo di una nuova stagione di lotte sindacali.

Eppure anche questo fronte è pericolosamente strumentale da parte del sindacato che pretenderebbe un aumento dell’ape sociale per le pensioni, e dei rinnovi contrattuali veramente non corrispondenti alla realtà attuale.

Va affrontato il vero problema che si è venuto a creare con la pandemia e sono le chiusure e i licenziamenti, che non possono essere affrontati con i panni celli caldi della cassa interazione, che non è e non può essere eterna, le soluzioni vanno trovate nella defiscalizzazione delle aziende che assumono e nella defiscalizzazione delle famiglie.

Capitolo a parte è quello della  scappatoia del reddito di cittadinanza che rende meno appetibile del suddetto assegno , rispetto alla proposta di lavoro, magari quello stagionale , mantenendo un ossimoro impressionante, tra proporre un assegno contro la povertà dilagante, e un mondo del lavoro che cerca personale e non lo trova.

Ci auguriamo tutti che Draghi proponga una nuova visione dell’assegno di assistenza in contrapposizione l’attuale assegno di cittadinanza dobbiamo creare posti di lavoro e combattere la miseria che dilaga come le inondazioni nel nostro territorio.

Ma se i fannulloni, che preferiscono gli assegni di sussistenza , al lavoro, sono una pletora impressionante, i disperati che cercano risposte lavorative sono ancora di più, bisogna fare presto o ci troveremo con una società a due marce, una disperata e l’altra più che contenta una società a rischio di rivoluzione,  spero che nessuno voglia scherzare, o prendere più tempo. Va trovata una soluzione

Per quanto sopra indicato, ho chiesto scusa per il ritardo, non riuscivo a capire cosa stesse succedendo, ma rimanga tra noi, ancora adesso non riesco a capirlo, spero che il carrozzone variegato del nostro governo trovi la quadra e proponga soluzioni a brevissimo termine, qualcuno, o qualcosa si è rotta e il popolo, a torto o a ragione, comincia ad invadere le piazze.

Speriamo che del “ diman ci sia certezza”.

Dario Miccheli

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