IL SABATO DELL’ODIO, O QUELLO DELLE BEFFE?

DARIO MICCHELI

Sabato scorso, durante la manifestazione a piazza del Popolo, indetta da una pletora di movimenti contrari alle norme imposte dal Governo sulla pandemia e sul lavoro, alcuni facinorosi hanno tentato di gettare benzina sul fuoco, la piazza era piena di circa diecimila persone, ma allo scontro e all’attacco  sferrato contro la sede della CGIL a corso Trieste , sono andati in poche centinaia.

Che durante una manifestazione ci possano essere dei personaggi che tentino di creare il disordine per affermare la propria presenza nella società, è storia vecchia , l’Italia ha un popolo anarcoide, e rissoso, sempre pronto a “rugare”, come Rugantino, ma quello che stupisce è quello che  è successo prima e durante la manifestazione tra le forze preposto all’ordine e taluni manifestanti.

Sia ben chiaro che tutti anno il diritto , in democrazia, di manifestare le proprie idee e proporre le proprie risoluzioni e su questo nulla questio, ma se sul palco, ad arringare la folla c’è un soggetto già diffidato  , detentore di un “daspo” e possessore di un braccialetto elettronico di sicurezza, viene da domandarsi, come è possibile che   i funzionari preposti all’ordine pubblico, non l’abbiano fermato, ma vi è di più, lo stesso personaggio viene “scortato” dalle forze di polizia durante il corteo non autorizzato, visto che era stato concesso solo un sit- in , tenendo conto che dal palco aveva chiaramente dichiarate le sue intenzioni bellicose.

Che l’attacco alla sede di un sindacato è cosa gravissima e ingiustificabile , perché rappresenta un offesa alla Costituzione e al diritto dei lavoratori di scegliere liberamente i propri rappresentanti.

Ma dopo aver ascoltato la Ministra nel suo intervento alla Camera per rispondere di come si sono svolti i fatti, viene il dubbio che non si è intervenuti non per evitare disordini peggiori, ma forse serviva riaccendere un odio antifascista proprio a ridosso dei ballottaggi ?

Molti colleghi della carta stampata e delle televisioni hanno dato delle interpretazioni di ogni tipo,   su quanto è successo sabato scorso, lavorando alacremente sulle discriminanti politiche più svariate che vanno dai “ rigurgiti neo fascisti e neo nazisti ai anarco-insurrezionalisti, ai centri sociali ecc.”

Il vero pericolo per l’Italia sono gli Italiani, non i neo fascisti che sono una minoranza quasi inesistente , o gli anarchici, o i centri sociali, tutti minuzie  nel mare magno della politica e delle sue sfaccettature, quindi, si potrebbe pensare che ci dovremmo guardare dagli otto milioni di connazionali non vaccinati, che potrebbero riaccendere la pandemia, anche se è loro diritto essere contrari alle vaccinazioni.

Già, gli Italiani, ancora una volta il pericolo viene dall’anarchia di fondo che serpeggia nel nostro popolo, ma va anche detto che molto è dovuto ai Governi che si sono susseguiti durante la pandemia e dei virologhi e gli scienziati che hanno infestato le nostre televisioni e i nostri giornali, gli uni contro gli altri armati creando sgomento e drammatici dubbi.

A pensarci bene nessuno ci ha spiegato come è potuto accadere , quello, che è successo, 180 mila morti , una guerra perduta , contro un nemico che nessuno sa veramente da dove è arrivato.

Eppure , questo popolo anarchico ha saputo obbedire alle restrizioni , alle vaccinazioni e al certificato verde con dignità e inquadrati, un gran bel popolo quello che sa essere solidale

E marciare unito.

Quanto ai Sindacati che manifestano il loro sdegno antifascista su quanto è successo alla sede della CGIL, non sarebbe sato opportuno spostare la data, visto che siamo in  silenzio elettorale e domani si vota?

Ci uniamo al coro di quanti deplorano l’attacco alla sede della CGIL di Roma, la violenza è sempre politicamente idiota e criminale , ma gli italiani non lo sono, sapranno capire perchè è stato permesso e non evitato quello che è successo  e tutti erano a conoscenza di  quanto poteva avvenire:

La cena delle beffe?

“E chi non beve con me peste lo colga” !

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